
Il gruppo Volkswagen ha atteso 15 anni per rinnovare le sue grandi monovolume, un’attesa che ben illustra il disamore per queste vetture un tempo adulate dalle famiglie. Visto il tempo trascorso, non meraviglia perciò che le misure del duo VW Sharan - Seat Alhambra siano esplose. Più della lunghezza di 4,85 m (+22 cm), è l’aumento della larghezza che colpisce (+9 cm). Un’inflazione rivelatrice della mutazione avvenuta nel settore dell’automobile. Ciononostante la Seat Alhambra ha una silhouette affusolata, non priva di eleganza. Un effetto stilistico dovuto in particolare alla riduzione dell’altezza (–3 cm), per evitare che questa monovolume sembrasse un furgoncino familiare. Identica alla VW Sharan sul piano tecnico, la Seat Alhambra si distingue per il suo design e l’equipaggiamento. Un po’ meno raffinato tecnologicamente rispetto alla cugina germanica, compensa con il prezzo di partenza decisamente inferiore (–4400 fr.).Abitabilità XXLSe l’abitacolo non trasmette le sensazioni da alta gamma della Sharan, l’Alhambra è tuttavia molto accogliente. Plastiche di qualità e inserti laccati creano un ambiente sobrio, impregnato di sportività, nello spirito Seat. Quello che colpisce subito, però, è lo spazio a profusione di cui godono gli occupanti, senza trascurare il fatto che l’accesso ai posti dietro è molto agevole grazie alle portiere scorrevoli. Molto comode soprattutto col sistema d’apertura elettrico. Comodità che si paga: 1340 fr. (incluso il portellone elettrico). Sulla versione a 5 posti del test, i passeggeri posteriori sono viziati: oltre all’importante spazio per le gambe, siedono su 3 sedili individuali ben dimensionati, regolabili longitudinalmente oltre che a livello di schienale. L’Alhambra è un vero lusso. Evidentemente esiste anche una versione 7 posti, con un costo supplementare di 2140 fr. (compresa la climatizzazione a tre zone). Coerentemente, il bagagliaio è enorme. Se ne apprezza la forma rettangolare e la modularità molto elaborata. Una sola manipolazione basta per ripiegare a portafogli i sedili posteriori e liberare uno spazio di 2430 litri, degno di un veicolo utilitario. Inoltre lo schienale del passeggero davanti s’abbassa per accogliere oggetti molto lunghi. Sulla versione 5 posti, l’assenza della terza fila di sedili crea un notevole dislivello. Niente di insormontabile, tuttavia. Degna di nota peraltro la presenza di numerosi vani portaoggetti.Divoratrice di chilometriQuesta nuova versione dell’Alhambra è destinata a percorrere lunghe distanze. Appena intaccato dal telaio sportivo opzionale, il comfort è apprezzabile nei tragitti interurbani e autostradali. Soprattutto perché l’insonorizzazione è efficace ed il motore diesel discreto. Ancora più sorprendente, questa monovolume sa far dimenticare il suo peso che sfiora le due tonnellate. Ben equilibrata, affronta le curve con poco rollio e dando l’impressione di una relativa agilità. Rassicurante e stabile, tanto più che la frenata, dosabile e potente, è assolutamente di prim’ordine. Un quadro meno brillante in fase di manovra, dove questa monovolume deve gestire una larghezza e un raggio di sterzata importanti. Una prima assoluta: il test del TCS integra una valutazione della visibilità circolare, un ambito che molto spesso nuoce alla manovrabilità delle vetture moderne. Primo veicolo ad essere giudicato in questa materia, la Seat Alhambra riceve tre stelle su una scala di cinque. Corretta, la visibilità è penalizzata dal finestrino integrato sul montante anteriore e dal muso non visibile. L’assistente di parcheggio (920 fr.) non è quindi un lusso. Da segnalare che questa opzione è dotata di un dispositivo che regola automaticamente l’inserimento dei fari abbaglianti che funziona perfettamente. Spinta da un motore diesel che sviluppa soltanto 140 CV, questa monovolume sorprende anche per il suo dinamismo. L’Alhambra raggiunge infatti rapidamente il limite di velocità consentito, anche se innegabilmente perde un po’ di convinzione in salita oppure a pieno
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