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Lago Urania, scoperte forme di vita
Redazione
17 anni fa
Il lago Urania è uno dei luoghi più inaccessibili ed inospitali della Terra

Sono state scoperte delle forme di vita nel lago sottomarino Urania. La notizia fa scalpore in quanto il lago Urania è uno dei luoghi più inaccessibili del nostro pianeta; situato nel Mediterraneo ad oltre 3500 metri di profondità, è uno di quei laghi detti "ipersalini" per la grande quantità di sale ivi contenuta; oltre a ciò, a quella profondità, non vi è né luce né ossigeno.La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano guidati dal Dr. Daniele Daffonchio e dalla Dr.ssa Sara Borin (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche della Facoltà di Agraria), hanno inoltre collaborato altri nove gruppi di ricerca italiani ed europei; la ricerca è stata pubblicata su "Pnas".Lo studio prende il nome di "Sulfur cycling and methanogenesis primarily drive microbial colonization of the highly sulfidic Urania deep hypersaline basin" ed ha evidenziato dei processi metabolici atti a sostenere un'oasi di vita microbica in un luogo in cui nessuno avrebbe scommesso di trovarne. Infatti il lago Urania è uno dei luoghi più inospitali ed estremi della Terra.I ricercatori spiegano che Urania è uno dei vari bacini anossici ipersalini; situati nel Mar Mediterraneo orientale, questi laghi arrivano a concentrazioni saline maggiori di dieci volte quelle dell'acqua sovrastante.Ma, oltre all'ipersalinità, il lago Urania ha un'altra particolarità: un'elevata concentrazione di metano e di idrogeno solforato (e di quest'ultimo ne è estremamente ricco). Trovare forme di vita in un ambiente così tossico è dunque improbabile, eppure, a quanto pare, non impossibile.I ricercatori hanno scoperto una vera e propria comunità di microrganismi nello strato che separa la zona ipersalina dall'acqua del mare, uno strato di due metri sottostante una colonna d'acqua marina di 3500 metri. Ed è in questa zona che viene a manifestarsi una differenza di salinità e di neutrini in grado di sostenere attività metaboliche particolari.Questo particolare ecosistema sarebbe regolato da metabolismi energetici microbici; questi si basano su delle reazioni di riduzione delle specie chimiche dello zolfo e sulla produzione di metano, al contempo viene sfruttata una forma di energia detta "dark energy" (energia chimica indipendente dal fattore luce).A detta dei ricercatori, questa scoperta potrebbe essere un passo avanti nel formulare ipotesi inerenti le origini della vita del nostro pianeta.

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