
Un anno fa, fingendosi impiegati delle poste, ingannarono un pensionato di 85 anni riuscendo a portargli via di casa 490 euro.Oggi, alla vigilia del processo, e forse nella speranza di ottenere da quell’uomo il perdono e il relativo ritiro della denuncia, gli hanno inviato una lettera di scuse al cui interno vi erano 980 euro, esattamente il doppio della somma sottratta.Il derubato si chiama Francesco Murru e risiede a Sardara, comune situato nel Medio Campidano, in Sardegna.Negli ultimi anni è stato oggetto delle attenzioni dei ladri per ben 8 volte.L'uomo è stato truffato 8 volte negli ultimi 14 anni: “Quando il 25 marzo del 2008 mi sono reso conto di esser stato truffato - ha raccontato il signor Murru - ho pensato subito che era arrivato il momento di dire basta. Non potevo continuare a far finta di niente”.La prima visita non gradita risale addirittura al 1995. In quell’occasione un operaio che stava effettuando dei lavori nella sua abitazione era riuscito a fargli firmare delle cambiali per 6 milioni di valore. La seconda, lo ricorda ancora molto bene, fu la volta di un venditore di gioielli che riuscì a rifilargli della bigiotteria estremamente costosa. A queste fecero seguito le classiche riproduzioni di opere d’arte, le batterie di pentole che dopo l’invio dei soldi non arrivano mai e persino un falso carabiniere che gli chiese dei soldi in prestito per un’emergenza completamente inventata.Ladri in trasferta portavano a segno i colpi in tutta la provincia: l’anziano pensionato, che fino ad oggi ha mal riposto la sua fiducia nel prossimo, si è però stancato di subire e, con tanta pazienza, ha iniziato fare il giro delle vicine caserme dei carabinieri.“Ho letto che con la stessa tecnica stavano portando a segno furti a Villacidro, Sarroch, Serramanna e Villasor - ha commentato -. Spiegai tutto ai militari dell’Arma e qualche giorno dopo il maresciallo mi fece vedere alcune foto. Li ho riconosciuti subito”.Chiedono scusa e restituiscono quanto rubato con gli interessi: si trattava di due furfanti già noti alle autorità: una donna di 32 anni, Angela Restivo e un uomo di 34, Antonino Liolta, entrambi originari di Sant’Agata di Militello (Sicilia).Il signor Murru, una volta acciuffati i due ladruncoli non ha chiesto altro che la restituzione del suo denaro.A lui tutto il resto non interessa: “Sono affari dei giudici”, ha spiegato.Ora che ha avuto quanto chiesto è felice. Sebbene non ci si possa fidare più di tutti esiste ancora una giustizia.Tiscali notizie
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