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L'aborto e poi l'arrivo delle figlie grazie alla fecondazione in vitro
L'aborto e poi l'arrivo delle figlie grazie alla fecondazione in vitro
L'aborto e poi l'arrivo delle figlie grazie alla fecondazione in vitro
Redazione
8 anni fa
I primi estratti del libro "Becoming" dell'ex first lady Michelle Obama, tra vita privata e attacchi a Trump

È una Michelle Obama inedita quella che emerge dalle pagine di "Becoming", il libro dell'ex first lady che uscirà martedì 13 novembre negli Stati Uniti. Michelle ricorda momenti intimi, come il desiderio suo e del marito Barack di avere dei figli: "un test di gravidanza risultò positivo: dimenticammo tutte le preoccupazioni, pazzi di gioia, ma un paio di settimane dopo ho avuto un aborto spontaneo. Stavo male fisicamente e avevamo perso il nostro ottimismo". "Mi sentivo come se avessi fallito perchè non sapevo quanto fossero comuni gli aborti spontanei...eravamo come intrappolati dal nostro dolore, pensando che, in un certo senso, eravamo perduti". "Barack mi lasciò gestire in piena autonomia il mio sistema riproduttivo", si legge nelle anticipazioni diffuse dall'agenzia Ap. Poi venne la decisione di ricorrere alla fecondazione in vitro, grazie alla quale nacquero Malia, 20 anni, e poi Sasha, 17.

Ma l'ex first lady guarda anche alla politica, senza risparmiare critiche all'attuale presidente Donald Trump, in particolare per la campagna sul certificato di nascita di Barack: "Non è nato negli Stati Uniti, non può essere il nostro presidente", diceva nel 2015 il Tycoon. Parole che Michelle Obama non ha dimenticato. "Fu un’azione folle e meschina...intrisa di fanatismo e xenofobia malcelate. Ma fu anche pericolosa, tesa in modo deliberato a fomentare i bulletti e gli squilibrati".

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