
Nove sale espositive permettono di ammirare il meglio della pittura austriaca a partire dalla seconda metà del Settecento fino alla metà del Novecento. La prima sala è dedicata alla pittura del Settecento, che è caratterizzata da uno stile tardo-barocco pressoché unico in Europa. Si possono ammirare alcuni ritratti di Martin van Meytens, oltre ai busti dalle grottesche smorfie di Messerschmidt, quelle “teste di carattere” così innovative che fecero scalpore all’epoca.Nella sala intitolata “Viaggio in Italia” si dà spazio alle rappresentazioni delle città italiane, come Roma o Napoli nelle opere di Rudolf von Alt e di Joseph Rebell o alle di vedute di Josef Anton Koch. La sala “Donne” racconta l'ideale della bellezza femminile del tempo. Sia essa madre, come in “Amore materno” di Josef Danhauser, sia essa “femme fatale”, come nei quadri di Johann Baptist Reiter. L'immagine della Belle Époque è qui affidata allo spirito di Hans Makart. A cui seguì la “Rivoluzione Secessionista” di cui Gustav Klimt fu fondatore ed ispiratore. Di Klimt si possono ammirare, tra gli altri, i “Paesaggi” e il ritratto di “Johanna Staude”. Nella sala più grande è possibile vedere tele legate al periodo del “Espressionismo viennese” che tra le sue opere più rappresentative ha “L’abbraccio” e l’angosciante “Madre con due bambini” entrambe di Egon Schiele. In un’altra sala è esposta la gigantesca tela di Openheimer raffigurante una grande orchestra guidata da Mahler. “L’abbraccio di Vienna” a Villa Olmo a Como è una bella mostra che permette di vedere, in Italia, pezzi significativi e rappresentativi della prestigiosa raccolta del Museo del Belvedere di Vienna. “L’abbraccio di Vienna" è un grande affresco dell’arte mitteleuropea, che oltre ad approfondire la svolta storica della Secessione e del passaggio tra Ottocento e Novecento, allarga il punto di vista fino ad “abbracciare” un periodo molto più ampio, che si apre con gli straordinari anticipi di modernità deformata delle sculture di Messerschmidt fino alle linee magnetiche e conturbanti di Klimt e di Schiele.” Sergio Gaddi, assessore alla Cultura del Comune di Como e curatore della mostra Dettagli della mostra dal sitoHescka Sagred
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