
"Non sono una scrittrice", è la sua prima affermazione "Sono una che racconta atti legali romanzandoli!... Quando a Londra mi mancava il mare di Sicilia, fingevo che il bellissimo cielo londinese fosse il mio mare!... Sono i ritmi a fare la felicità. Ci vuole il ritmo giusto nel cibo, nella vita, nello scrivere... Nelle piccole cose di ogni giorno!" Simonetta Agnello Hornby è stata ospite di Chiasso Letteraria 2011, il festival di letteratura internazionale quest'anno giunto alla 6a edizione. Presso lo Spazio Officina, introdotta amabilmente da Rossana Maspero, ha parlato di sè, dei suoi ricordi e della sua visione della vita. L'autrice indossa una giacca che colpisce subito per le tonalità variopinte che la rendono luminosa agli occhi e che molto svela del suo carattere. Quando parla, non sfugge quella sfumatura siciliana nelle parole e nell'inflessione, che le è rimasta nonostante viva col marito inglese a Londra dall'età di 21 anni. Non sfugge nemmeno la sua forte personalità appena stemperata dalla dolcezza nel ricordare la sua infanzia... "Non sono una scrittrice", è la sua prima affermazione "Sono una che racconta atti legali romanzandoli!... Anche mia madre mi diceva sempre che io non sapevo scrivere in italiano, figuriamoci in inglese!". Infatti la Hornby è prima di tutto un avvocato per i minori e in uno dei suoi romanzi, "Vento scomposto", edito da Feltrinelli nel 2009 per Feltrinelli, ha scritto proprio di minori abusati e di come spesso i servizi sociali inglesi non siano scevri da pregiudizi dannosi nello svolgere le proprie procedure. Quando racconta del suo lavoro, Simonetta dice soltanto: "Nella vita ho capito che non agire è importante quanto l'agire! Molte volte sono rimasta ferma a fissare un incarto chiuso, quasi con poca voglia di aprirlo... Poi ho capito che quello era il segnale che mi sfuggiva qualcosa di importante che quando meno me lo sarei aspettata, sarebbe arrivata come un'illuminazione!". A Chiasso, legandosi al filone del mare, cui era dedicata questa edizione, ha detto: "Io non soffro la nostalgia... La nostalgia per me ha sempre avuto un che di triste, di malinconia... La Sicilia per me è un luogo dell'anima, ma non ne ho nostalgia. Eppure, se c'è qualcosa che mi è mancata quando ho vissuto i primi tempi a Londra è stato il mare... Allora, siccome in qualche modo bisogna pur sopravvivere, mi sono concentrata sul cielo, perchè avevo bisogno di qualcosa di grande che mi avvolgesse... Il cielo londinese è bellissimo, più di quello siciliano, con le sue sfumature rosa, gialle, grigie, che cambiano di continuo... E così ho finto che il cielo fosse il mio mare!". A Chiasso, ha però parlato soprattutto della sua recentissima pubblicazione: "Con un filo d'olio", edito da Sellerio; il suo primo vero romanzo autobiografico come ama definirlo, zeppo, tra un episodio e l'altro di una Sicilia che vede l'inizio del libro tra la fine degli anni Quaranta e gli inizi dei Cinquanta, delle genuine ricette tramandate nella sua grandissima famiglia... L'incipit prende avvio dall'inizio delle annuali vacanze famigliari a Mosè, nome bibblico per una località di villeggiatura "ad appena 15 minuti da Agrigento eppure fuori dal mondo!". Qual è il punto forte di una buona cucina? Sicuramente, secondo la Hornby, in un mondo così deodorato, profumato sforzosamente alla menta, alla cannella e con tanti aromi artificiali, l'olfatto prima di tutto. "L'olfatto se non stimolato svanisce e con lui tutto ciò che è naturale, che è famiglia e voglia di stare uniti intorno ad una tavola. La nostra cucina a Mosè era in realtà poverissima eppure così buona... Persino gli zii, che erano uomini e non avevano accesso in cucina, parlavano per ore mentre giocavano a carte di ricette... Di quel tocco di zucchero che doveva essere davvero pochissimo! Perchè di una buona cucina è alleata la mancanza di eccessi...
Monica Mazzei
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