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La Terra è in pericolo
Redazione
16 anni fa
A quanto pare, l'accordo di Copenaghen non basterà a salvarla dal surriscaldamento

Quale sarà il futuro della Terra, ma soprattutto, ci sarà un futuro per lei e per tutte le specie viventi? A questa domanda nessun esperto al mondo sembra esser in grado di dare risposta. Di certo, i cambiamenti a cui stiamo assistendo, risultano esser sempre più rapidi e del tutto imprevedibili.Stando a quanto emerso da uno studio condotto da Potsdam (PIK), Climate Analytics e Ecofys, l'impegno di ridurre le emissioni di carbonio concordato nell'ambito dell'Accordo di Copenaghen a dicembre 2009, potrebbe non esser sufficiente ad arrestare il surriscaldamento globale. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista scientifica "Nature", sembrano anzi dimostrare che il fenomeno si aggraverà e, molto probabilmente, assisteremo a un aumento medio della temperatura globale di oltre 3 gradi."E’ incredibile quanto questi impegni siano poco ambiziosi - sostengono gli scienziati puntando il dito contro quei paesi che non solo non limiteranno le emissioni ma, probabilmente, innalzeranno la produzione di gas serra del 10-20% raggiungendo un picco compreso tra 47,9 e 53,6 GT CO2 (gigatonnellate di biossido di carbonio) entro il 2020: questo farà salire del 50% le probabilità che i livelli del riscaldamento globale superino i 2 gradi entro la fine del secolo."Nella peggiore delle ipotesi - ha detto il responsabile del rapporto, Joeri Rogelj del PIK - potremmo ritrovarci con tolleranze di emissioni più alte delle proiezioni attuali".Il team ha analizzato varie scappatoie presenti nell'Accordo di Copenaghen, tra cui la controversa area delle tolleranze di surplus, attraverso le quali un paese può "immagazzinare" surplus di tolleranza di emissioni da usare in un secondo momento se mantiene i propri livelli al di sotto di quelli stabiliti nel Protocollo di Kyoto.Obiettivi erano deboli: "Nell'ambito del Protocollo di Kyoto - spiegano gli autori - gli obiettivi di alcuni paesi erano così deboli che grandi quantità di tolleranze di surplus sono state e saranno generate nel corso del periodo 2008-12, anche senza nessun impegno politico ambientalista". Aggiungono che alcuni paesi useranno sempre di più le tolleranze di surplus "perché è probabile che si ricerchi qualunque cosa in grado di aumentare i profitti".I dati presi in esame: i ricercatori hanno ricavato i loro dati dagli impegni di riduzione delle emissioni presentati dai vari paesi all'Accordo di Copenaghen. Per i paesi che non hanno presentato obiettivi, il team ha usato precedenti annunci di riduzione delle emissioni. Hanno anche usato uno scenario sulla base della situazione attuale per i paesi che non hanno preso alcun impegno.Tutti i valori così ottenuti sono stati inseriti in un modello climatico accoppiato del ciclo del carbonio e i risultati hanno mostrato che ai livelli di riduzione dichiarati, il riscaldamento globale supererà in realtà i 3 gradi entro l'inizio del prossimo secolo."Emissioni per 48 GT CO2 - ha commentato il dottor Malte Meihshausen del PIK - non sono la strada per raggiungere l'obiettivo dei 2 gradi, piuttosto è piuttosto come correre verso un burrone sperando di fermarsi giusto in tempo".Tiscali notizie

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