
Uno dei documentari musicali più apprezzati e discussi degli ultimi anni negli States è stato certamente Sidemen. Il film racconta lo stile di vita di alcuni bluesman leggendari, come Muddy Waters e Howlin' Wolf. Un documentario realizzato dal regista Scott D. Rosenbaum, noto per aver collaborato con grandissimi della musica, e per la partecipazione di ospiti eccezionali come Joe Perry, il chitarrista degli Aerosmith, Joe Bonamassa e Gregg Allmann.
Un documentario che potrebbe arrivare, in anteprima svizzera, al prossimo Festival di Locarno, come racconta lo stesso Rosembaum, intervistato in esclusiva da Ticinonews.
Perché hai deciso di lavorare su Sidemen? Sono sempre stato un fan del blues: quando qualche anno fa, durante la realizzazione di un altro mio film, ho avuto l’occasione di conoscere e lavorare per diversi giorni con membri delle band dei leggendari Howlin’ Wolf e Muddy Waters, sono rimasto impressionato ed emozionato dalle loro storie, nelle quali raccontavano una vita spesa per strada a fare musica. Hubert Sumlin, uno dei più influenti chitarristi della storia, mi aveva detto che ci saremmo rivisti ancora per fare qualcosa insieme. Così è successo e ci siamo lanciati in quella che e’ diventata la produzione di Sidemen. Purtroppo, lui è scomparso proprio durante l’inizio dei lavori nel 2011, seguito a poca distanza da Pinetop Perkins e Willy Big Eyes Smith, gli atri due protagonisti del film. Abbiamo dovuto cambiare l’approccio alla sceneggiatura, ma mantenendo la mia promessa e seguendo l’ispirazione dataci, ci siamo adoperati in modo che quei racconti che ho sentito e che rappresentano una parte fondamentale della storia della musica diventassero un film del quali i nostri 3 eroi potessero essere ricordati con onore e merito.
Racconti di una generazione di musicisti che sembra pian piano scomparire… Proprio per questo dobbiamo raccontare. prima che sia troppo tardi, la loro inestimabile eredità, per fare in modo che non sia dimenticato il contributo che hanno dato al mondo della musica. Anche perché il loro lavoro ha davvero creato le fondamenta di tutta la musica che ascoltiamo ancora oggi…
Davvero? Certamente! Durante le riprese mi sono reso conto di come Howlin’ Wolf sia stato il primo vero metallaro, con un suono grezzo, le sue accelerazioni e l’uso della distorsione. Se analizziamo, troveremo riferimenti a questi chitarristi blues in ogni genere più moderno. Si dice che a volte possa essere una delusione incontrare i propri eroi.
È successo anche a te? Lo so che quando incontri i tuoi eroi c’è sempre un’aspettativa particolarmente alta. Ma posso dire di aver avuto a che fare con uomini e donne davvero autentici, che hanno vissuto la musica con grande passione. Una passione che spesso ha fatto superare loro enormi difficoltà, sempre con grande dignità. Per me è stato fantastico trascorrere del tempo con loro e vedere come sono durante i loro momenti privati. Tanti grandi nomi della musica hanno partecipato al film, dando la loro testimonianza e omaggiando i “sidemen”.
Mentre a volte i fan si scannano per decidere chi sia il musicista migliore, sembra che ai musicisti questo non sia un tema che interessi più di tanto… In effetti, ho visto che tra di loro c’è enorme rispetto, non importa chi sia il migliore: quel che conta è la capacità di creare il proprio stile e di far parte di quella grande “legacy” che fa andare avanti la via del blues.
L’attenzione e l’interesse per questo film sono molto alti, credi che avremo la possibilità di vedere “Sidemen” anche in Svizzera? Potrebbe succedere a breve. Personalmente credo che sia un documento importante, che racconta e presenta anche alle nuove generazioni un pezzo di storia della musica, e permette a chi ancora non li conosce di avvicinarsi ad alcuni personaggi che hanno reso grande questo mondo. In ogni caso il dialogo è aperto, recentemente ho eccezionalmente dato l’autorizzazione alla proiezione della pellicola, per il pubblico del Festival del Film Locarno, ma so che siamo in attesa di conoscere gli sviluppi. Sarebbe sicuramente un contenuto adatto ad un ampio pubblico, in grado di parlare anche ai più giovani. Se ci verrà confermato l’interesse, non escludo di riuscire con piacere a raggiungere Locarno magari accompagnato da alcuni amici che proprio in qui giorni si trovano a Megève. L’importante è saperlo per tempo in modo da poterci organizzare. A cosa stai lavorando adesso? I film maker non si fermano mai… in questi mesi ho molti progetti, specialmente di video musicali. Ho appena finito di produrre i video clip del chitarrista Bob Margolin, e per il nuovo singolo dei Supersonic Blues Machine, sto’ lavorando su un altro documentario riguardante un personaggio al quanto scottante qui in USA. Poi, in fucina ho un altro documentario sul blues… Insomma, non ci si annoia!
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