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La salute mentale nascosta dai social media
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
I social media sono un ottimo modo per creare connessioni finché non ci disconnettono da noi stessi. L'esperto: "Sui social bisogna essere consapevoli delle proprie azioni, perché la salute mentale viene prima di tutto".

L’ambiente digitale ha effetti reali e profondi sul benessere psicologico degli adolescenti. I giovani sono alla scoperta del mondo, soprattutto sotto lo sguardo social in cui devono imparare a relazionarsi e a conoscere sé stessi. Entrano in connessione con altri utenti, si affacciano alla realtà mediatica e scoprono nuovi orizzonti. Tutto bene finché – come sottolinea lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia sul suo profilo Instagram – “non tenderanno a preferire il mondo virtuale a quello reale, disconnettendosi dalla società, da loro stessi e riducendo al minimo le loro relazioni sociali”.

“La paura di essere tagliati fuori”

Questo comportamento viene attuato, nella maggior parte dei casi, “nel momento in cui il giovane percepisce le immagini degli influencer o dei loro coetanei come un disagio”, sottolinea ancora Lavenia. La realtà diventa un ostacolo: “hanno paura a reagire e a parlare, osservano in maniera passiva ciò che accade fuori dalla finestra dei social network e sono costantemente mossi da stress e nervosismo mediatici”. È la cosiddetta “paura di essere tagliati fuori” (in inglese, “fomo”).

“La propria salute mentale viene prima di tutto”

Secondo il dottor Lavenia, per navigare correttamente su queste piattaforme bisognerebbe agire con prudenza. Quindi, “con un atteggiamento cauto che permetta una valutazione attenta delle possibili conseguenze delle proprie azioni, senza ricorrere a rischi o danni verso sé stessi e le altre persone, e che consolidi l’autostima dei giovani”. Perché – conclude – “la propria salute mentale viene prima di tutto”.