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La resa svizzera di fronte agli USA
Redazione
13 anni fa
L'intesa con Washington crea le peggiori premesse per le trattative con Bruxelles sul segreto bancario

Mercoledì prossime 12 giugno cominceranno a discutere della “resa senza condizioni” raggiunta con gli Stati Uniti. Infatti il Parlamento è chiamato d’urgenza ad approvare un testo di legge in base al quale le banche svizzere sono autorizzate a trasmettere alle autorità fiscali americani dati sensibili sulla loro clientela statunitense (tali da permetterne l’identificazione) e i nomativi del personale bancario svizzero impegnato in queste attività. Dopo questo primo passo le banche dovranno vedersela direttamente con le autorità americane. Esse dovranno pronunciare un’ammissione di colpa e dovranno pagare multe salatissime, che dovrebbero aggirarsi – secondo alcuni – tra i 5 e i 10 miliardi di dollari. In pratica si tratta di una cambiale in bianco regalata a Washington. In particolare non è affatto chiaro cosa succederà al personale bancario che verrà segnalato a Washington. In altre parole, non è chiaro se gli Stati Uniti apriranno procedimenti giudiziari contro queste persone che potrebbero venire accusate di aver cercato di aiutare cittadini americani ad evadere il fisco. Tutto cio’ avviene dopo che la Svizzera ha concluso un accordo, denominato FATCA, in base al quale si impegna a fornire a Washington tutte le informazioni sulle attività finanziarie di cittadini americani. Insomma, si puo’ parlare di una vera e propria resa che i nostri deputati sono chiamati ad approvare, o meglio costretti ad approvare per timore di misure di ritorsione da parte degli Stati Uniti. Erano ipotizzabili altre soluzioni? Molto probabilmente no. Come è ben noto, le relazioni internazionali si giocano sui rapporti di forza. Quindi, per il nostro Paese gli spazi di manovra erano veramente esigui. D’altra parte, questa intesa sembra sostenuta anche dal settore bancario, che si è affrettato a sostenere l’operato del Consiglio federale. Il grande problema è che l’intesa con gli Stati Uniti crea un precedente che verrà utilizzato da altri Paesi. Ad esempio, la Francia si è subito affrettata ad aprire una procedura giudiziaria contro UBS per aver favorito attivamente l’evasione fiscale di cittadini francesi. E’ pure ovvio che Bruxelles userà l’accordo FATCA per rivedere l’accordo sulla tassazione del risparmio e per ottenere l’obiettivo dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale. Anche con l’Unione Europea i margini di manovra sembrano molto limitati. Quindi l’esito finale sembra quasi scontato e probabilmente Bruxelles riuscirà ad ottenerlo senza nemmeno concedere qualche contropartita al nostro Paese, anche perche’ le roccaforti del segreto bancario stanno capitolando l’una dopo l’altra. In proposito basti ricordare il cambiamento di posizione di Lussemburgo ed Austria. E’ quindi giusto ricordare che il nostro Paese puo’ vivere anche senza segreto bancario. La piazza finanziaria subirà una cura dimagrante, che verrà in parte compensata dall’arrivo di nuova clientela da Paesi emergenti. Ma soprattutto la Svizzera ha un settore industriale di prima qualità in grado di sostenere l’economia del Paese, come dimostra la nostra bilancia commerciale che da anni chiude con significativi surplus. Il problema maggiore riguarda gli enti pubblici che dovranno fare i conti con un gettito fiscale delle banche meno ricco rispetto al passato. Questo problema sarà particolarmente acuto in Ticino, dove la piazza finanziaria si basa essenzialmente sulla clientela italiana e dove lo sviluppo di altre attività sembra incontrare maggiori difficoltà. Quindi, è soprattutto il Ticino a doversi preoccupare per l’esito delle trattative con l’Unione Europea.

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