
Lo sviluppo delle nanotecnologie avanza giorno dopo giorno: queste vengono già utilizzate in svariati campi. E la loro evoluzione non si basa solo nel campo hi-tech, potrebbero essere utilizzate anche per migliorare la qualità di cosmetici, medicinali e, addirittura, alimenti. A questo punto la domanda è: ma sarà sicuro nei confronti della salute dell’uomo? La risposta arriva dagli scienziati della Purdue University, Indiana (USA), i quali hanno condotto un’approfondita ricerca proprio sul fenomeno delle “buckyballs” (termine col quale vengono chiamate le molecole sferiche di fullerene, allotropo del carbonio, assieme al diamante e alla grafite). Gli scienziati hanno miscelato queste buckyballs con acqua e ottanolo, questa miscela è stata poi data a delle cavie. Tramite lo studio dei tessuti adiposi animali, gli studiosi hanno così scoperto che le nano particelle venivano accumulate nel grasso, con una concentrazione più elevata rispetto al DDT. Chad Jafvert, membro del team universitario, ha dichiarato in proposito che tali risultati mostrerebbero quanto le nano particelle siano dannose (probabilmente tossiche), questo perché tali sostanze verrebbero accumulate dall’organismo, ma non metabolizzate. E la notizia non sarebbe del tutto nuova, già diversi anni fa, tramite vari test, è stato provato quanto questi fullereni causino importanti danni al cervello dei pesci. A sottolineare quanto sia importante riflettere sulla tossicità di queste sostanze c’è anche la Dr.ssa Mary Haasch (scienziata dell’Environmental Protection Agency), la quale dice che nei laboratori nanotech vengono già prodotte massicce quantità (si parla di tonnellate) di nano macchine, ed è giusto sapere se queste sono dannose anche per coloro che le producono materialmente.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

