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"La perdita milionaria di BSI"
Redazione
12 anni fa
Dopo il rosso di 722 milioni di franchi si prospetta nei prossimi mesi una riduzione del personale della banca

Stupisce l’annuncio della BSI di una perdita netta di 722 milioni di franchi l’anno scorso e rilancia gli interrogativi sul futuro della piazza finanziaria ticinese e soprattutto sulle prospettive degli operatori del settore bancario che appaiono destinati a subire una dolorosa cura dimagrante.

La pulizia dei conti della Banca è chiaramente collegata al processo di vendita dello stesso istituto. Come noto, l’attuale azionista, il Gruppo assicurativo italiano Generali, ha annunciato da circa un anno e mezzo l’intenzione di voler vendere l’istituto. In quest’ottica è ovvio che l’acquirente pretenda di acquisire una banca con un bilancio ripulito dalle operazioni del passato, anche perché molto probabilmente è prossimo l’annuncio dell’acquisizione di BSI da parte dell’istituto brasiliano BTG Pactual. Quindi, tempi e obiettivo dell’operazione sono chiari. Meno chiara è invece, nel comunicato stampa, l’origine di queste perdite straordinarie. Esse vengono fatte risalire all’accelerazione dell’ammortamento del goodwill di Banca del Gottardo, che verrà effettuato in cinque anni rispetto ai 20 precedentemente previsti. Correttamente, BSI scrive che “L’intero ammortamento del goodwill residuo, insieme ad altri ammortamenti, rettifiche di valore, accantonamenti e perdite, nonché poste straordinarie, ha generato una perdita contabile netta di 722 milioni di franchi”. Non è tuttavia specificata quanta parte di queste perdite non sono ascrivibili all’acquisizione della Banca del Gottardo. Non è specificato quanti accantonamenti sono stati fatti a causa della vertenza fiscale con gli Stati Uniti. E ancora quante perdite sono dovute ad altre cause. In altre parole, si ha l’impressione che si sia fatta un’operazione, che gli americani chiamano “blood bath” (bagno di sangue), in cui si sono rimossi molti “problemi” di bilancio attribuendo il tutto all’operazione Banca del Gottardo.

Pure non chiare sono le conseguenze fiscali di questa operazione. BSI infatti potrebbe denunciare queste perdite anche nel suo bilancio fiscale per il 2013 e, quindi, non pagare le imposte per un massimo di sette anni fino all’esaurimento delle perdite (compensate dagli utili futuri) oppure potrebbe continuare nel suo bilancio fiscale continuare ad ammortizzare il goodwill secondo il piano pluriennale seguito finora (ed evidentemente approvato dall’Amministrazione delle contribuzioni). In ogni caso, la consistenza degli accantonamenti e delle altre poste straordinarie induce a ritenere che almeno per l’anno prossimo la banca non verserà imposte a Cantoni e Comuni, con quello di Lugano in testa. Quindi, queste perdite avranno ripercussioni anche sui nostri enti pubblici, così come lo hanno avuto (e continuano ad averlo) le perdite degli anni scorsi di altre banche, tra cui i due istituti più grandi della Svizzera.

Un’indicazione, invece, emerge chiaramente dalle comunicazioni di BSI: un piano di risparmi che implicherà anche la riduzione del personale. BSI occupa ora 1.989 persone, di cui 1.062 in Ticino. Nei prossimi mesi verrà con molta probabilità annunciato il taglio di numerosi impieghi. Si parla di almeno 100 (forse anche 200) posti di lavoro, dei quali la percentuale più rilevante sarà in Ticino. Quindi, una significativa cura dimagrante che si accompagna a quella che silenziosamente stanno da tempo facendo altri istituti bancari attivi sulla piazza di Lugano. Insomma, il processo di riduzione degli effettivi, iniziato da tempo, è destinato a continuare e non è nemmeno escluso che possa subire un’accelerazione a dipendenza dall’evoluzione delle trattative con l’Italia e gli altri Paesi europei sul futuro del segreto bancario.

In conclusione, nonostante gli sforzi di comunicazione, le perdite annunciate da BSI non sono un fatto positivo né per l’istituto né per il Ticino.

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