
Forse nessuno ci ha mai pensato. Eppure gli economisti lo hanno fatto. Quantificare in termini di denaro il reale valore della natura. Cosa si intende? Si intende l'aria che respiriamo, il suolo disponibile alla coltivazione, boschi, legname, frutta, verdura, acqua, persino una passeggiata nel bosco o l'oziare su una spiaggia. Insomma, quelli che gli ecologi hanno denominato 'servizi degli ecosistemi'. Perché ogni ecosistema ci offre qualcosa. E noi ne usufriamo. E a larghe mani. Spesso addirittura gratuitamente, senza pensare che tutto ha un valore. E tutto ha un costo.
L'economista Robert Costanza, assieme a un gruppo di altri economisti, ha voluto calcolare il valore di ogni ecosistema. Cercando anche di valutare quali siano gli ambienti più preziosi. Dal calcolo, è emerso che l'insieme degli ecosistemi disponibili sulla Terra vale 145mila miliardi di dollari l'anno. Una somma astronomica. Basti pensare che corrisponde a circa il doppio del Prodotto Interno Lordo dell'intero pianeta, stimato a 71mila miliardi di dollari. Le cifre sono relative al valore del dollaro americano nel 2007.
La stima attuale risale al 2011. La prima stima, pubblicata in Australia sempre da Costanza, è del 1997. In quell'anno il valore degli ecosistemi venne stimato a 46mila miliardi di dollari. Più recente un calcolo, sempre voluto da Costanza, sulla perdita ambientale in termini di denaro relativa alla prima pubblicazione (1997) all'attuale articolo (2011). In 14 anni, l'attività umana ha portato alla perdita di aree pregiate (foreste, barriere coralline e aree umide) pari a 20,2mila miliardi di dollari.
Non proprio una sciocchezza, insomma. Soprattutto se prendiamo in considerazione che gli ecosistemi ritenuti da Costanza 'pregiati' sono - al pari della ricchezza in denaro - mal ripartite. Nel senso che non tutti ne beneficiano.
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