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La luna piena disturberà la notte di San Lorenzo
Immagine Shutterstock
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Ginevra Benzi
4 anni fa
La forte luminosità del nostro satellite naturale impedirà quasi totalmente l’osservazione delle tradizionali stelle cadenti. Cagnotti: “sarà difficile godersi a pieno lo spettacolo”

Puntuale come ogni anno, nella notte tra il 12 e il 13 agosto si potrà assistere allo sciame di perseidi, anche chiamate Lacrime di San Lorenzo. Popolarmente chiamate stelle cadenti, si tratta di un fenomeno meteorico sempre molto apprezzato, da osservare e godersi in un ambiente completamente al buio, quindi senza inquinamento luminoso e con una luna non troppo invadente. Ma, ahimè – come spiegatoci dal direttore della Specola Solare Marco Cagnotti – la luna piena di agosto splenderà proprio quella notte, disturbando la visione di questa pioggia stellare. Per gli astronomi, la luna piena rappresenta tutt’altro che un bel fenomeno: “vista al telescopio risulta troppo luminosa e dà un’immagine piatta della superficie lunare, inoltre impedisce la visione di altri oggetti del cielo”, ha spiegato Cagnotti. “La luna a spicchi permette invece una visione più tridimensionale della sua superficie, disturbando quasi per niente l’osservazione di altri fenomeni astronomici, come le Lacrime di San Lorenzo”.

Perché perseidi?
Il nome “perseidi” è dovuto al fatto che se si osserva la scia da cui proviene la stella cadente, questa arriva proprio da nord-est, dove è situata la costellazione di Perseo. Da qui il nome dato alla pioggia meteorica che si manifesta dalla fine di luglio fino oltre il 20 agosto, con il picco di visibilità situato attorno al 12 agosto, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo, tutte provenienti da quella costellazione.

E San Lorenzo?
Il nome dato a questa magica notte, così come alle stelle (Lacrime di San Lorenzo) è invece da ricondurre a San Lorenzo, martirizzato sui carboni ardenti la notte del 10 agosto del 258 durante la persecuzione voluta dall’imperatore romano Valeriano nel 257. Poeticamente, quindi, le perseidi vengono chiamate Lacrime di San Lorenzo per evocare i carboni ardenti su cui il Santo fu martirizzato.

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