Cerca e trova immobili
Magazine
La caduta del Muro di Berlino, un’occasione persa
Redazione
12 anni fa
Le nostre élites economiche e politiche hanno distrutto i sogni diffusisi venticinque anni fa

Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino. Quello storico avvenimento, che segnò la fine della guerra fredda, avrebbe dovuto aprire un’epoca di grande sviluppo economico e soprattutto un’era di pace. Il trionfo del capitalismo avrebbe dovuto segnare, secondo il politologo americano Francis Fukuyama, la fine della storia. Infatti l’affermazione dell’economia di mercato avrebbe dovuto creare i presupposti per una gestione del pianeta fondata su principi condivisi. A livello economico il cosiddetto “Consenso di Washington”, che si fondava sulla globalizzazione, che avrebbe dovuto trasformare il mondo in un unico grande mercato, sulla deregolamentazione, fondata sulla capacità di autoregolarsi dei mercati, sulle privatizzazioni, insomma sulla parola d’ordine del meno Stato e del più mercato, ossia su quei paradigmi economici e politici che ci hanno governato negli ultimi decenni e che ci governano ancora oggi. A livello politico, la superpotenza americana avrebbe dovuto fungere da promotore di questi principi e da garante del buon funzionamento (del rispetto delle regole) di questo sistema economico e contemporaneamente da garante della pace nel mondo attraverso la creazione di una comunità internazionale che avrebbe determinato le norme di buon comportamento dei diversi Stati.

A venticinque anni di distanza dalla caduta del Muro si ha l’impressione di vivere in un altro mondo. Non c’è traccia di quell’ottimismo e di quella fiducia nel futuro. Anzi, il grande progetto si è dimostrato foriero di disastri sia a livello economico sia a livello politico. E’ impressionante come gli Stati Uniti e le élites occidentali non siano stati in grado di cogliere questa grande opportunità. Le interpretazioni di questo fallimento possono essere certamente diverse. Mi permetto semplicemente di suggerirne una: è naufragato un grande disegno di stampo massonico di Governo del mondo. Attenti bene: è naufragato, ma non è morto. Anzi, gli “illuminati” non si sono assolutamente arresi. A livello economico il grande infortunio della crisi finanziaria viene gestito per concentrare ulteriormente il potere in poche mani. A livello politico non ci si preoccupa più delle apparenze e si è proceduto a spron battuto a svuotare il potere delle istituzioni democratiche. A livello geopolitico si è iniziato un confronto politico-militare con la Cina e con la Russia, ossia con i due Paesi che non si sono piegati e che non hanno finora intenzione di piegarsi a questo disegno di Governo del mondo.

La situazione è diventata paradossalmente molto chiara. Sono infatti meno efficaci i tentativi di occultamento della realtà anche se si cerca ancora di spiegare i vari conflitti come il confronto tra il bene e il male. Il male rappresentato da una Russia che non si è lasciata spogliare delle sue ricchezze e che difende la sua sovranità e di una Cina che calpesta i diritti umani con l’aggiunta degli integralisti musulmani del Califfato che permettono di agitare lo spettro di una nuova guerra di religione. La guerra è diventata la prospettiva di una élite economica e politica che, scomparso il pericolo comunista, ha abbandonato qualsiasi velleità di costruire una società inclusiva e che usa lo spettro della guerra per difendere e legittimare il proprio potere. E’ una visione sbagliata della realtà? Non .lo escludo. E’ comunque certo che è una chiave di lettura che aiuta a comprendere gli avvenimenti che si susseguono.

AVVISO:Dopo questo contributo odierno, il Tuor Blog si prenderà una pausa per motivi di forza maggiore. Arrivederci a fra un mesetto circa!

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata