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La Bibbia più antica del mondo è online
Redazione
17 anni fa
Il merito di ciò va attribuito allo sforzo congiunto di un gruppo di lavoro inglese, russo, tedesco ed egiziano

Le oltre 800 pagine del "Codex Sinaiticus" (Codice Sinaitico) sono ora disponibili, assieme al "Codex Vaticano" (Codice Vaticano), online; per consultarli è sufficiente visitare codexsinaiticus.org. Il Codex Sinaitico, lo ricordiamo, è la copia più antica della Bibbia, scritta in greco antico.Il merito di ciò va attribuito allo sforzo congiunto di un gruppo di lavoro inglese, russo, tedesco ed egiziano. La versione online, naturalmente, è in HD (alta definizione) e divisa per libri, capitoli e versi.Ma non finisce qui: per ogni verso c'è la possibilità di zoommare, dando così modo all'utente di studiarlo nei minimi particolari; vi è, inoltre, la possibilità di variare la luminosità stessa della pagina.Già da un po' di tempo a questa parte la "British Library" (Londra) è impegnata nel digitalizzare le più importanti opere letterarie che l'uomo conosca. Ora sono andati ad aggiungersi il "Monastero di Santa Caterina nel Sinai" (Egitto), la "Biblioteca nazionale russa" e la Biblioteca universitaria di Leipzig (Germania).L'unione di queste biblioteche è stata sicuramente un bene ai fini dell'opera stessa; basti pensare che ognuna di queste possiede una parte della stessa. E se fino all'anno scorso le pagine dei codici disponibili erano solo 100; oggi, finalmente, sono presenti tutte e 800, sul totale delle 1400 che originariamente li componevano.Ma parliamo un po' del Codex Sinaiticus stesso: questo risale al 400 d.C., ovvero a 1600 anni or sono, ed è considerato il testo sacro più antico esistente. Purtroppo il "Vecchio Testamento" non è completo; altresì lo è il Nuovo.La scoperta: l'unione delle quattro biblioteche non è casuale; il manoscritto venne scoperto a metà dell'Ottocento nel Monastero di Santa Caterina, ad opera di un teologo tedesco. Una volta scoperta, l'opera venne divisa: una parte andò a Leipzig, paese natale del teologo; l'altra parte andò in Russia in quanto fu proprio lo Zar Alessandro II a finanziare la spedizione.Infine, nell'anno 1930, la Russia decise di vendere la sua parte (quella col maggior numero di pagine) di codice alla Gran Bretagna.Oggi, una volta per tutte, l'opera, almeno in digitale, è disponibile a tutti.

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