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King tra il mito dell’elettricità e quello dell'adolescenza
King tra il mito dell’elettricità e quello dell'adolescenza
King tra il mito dell’elettricità e quello dell'adolescenza
Redazione
11 anni fa
In “Revival, il Re del Terrore propone un affresco dell’America che fu e ammicca a “Stand by me” e “L’incendiaria”: Ticinonews l’ha letto per voi

Ma chi sei Charles Jacobs? Da timido reverendo, a predicatore sacrilego, quindi fenomeno da baraccone e inquietante “scienziato” visionario. Un uomo tormentato e scaraventato nell'abisso dall'assurda disgrazia stradale che l'ha privato dei suoi affetti più cari. Il tutto catapultato in un affresco dell’America che fu, tratteggiato da chi la conosce bene: il Re del Terrore Stephen King.

Dalla penna - anzi dalla tastiera visti e considerati i tempi - dello scrittore del Maine scaturisce una storia un po’ particolare, che attinge a suoi precedenti lavori, quali “Stand by me” e “L’incendiaria”. Ad essi, infatti, ammicca “Revival”, che si snoda tra le battaglie di soldatini solitarie di un bimbo che più tardi imbraccerà la chitarra in una boy band, farà l’amore sull’”elettrica” collina dello Skytop con la sua prima fidanzatina e piomberà nel tunnel della droga.

È la storia di Jamie, è la storia di un’America sperduta, provinciale, bucolica, romantica, e vintage ma anche quella del mito dell’adolescenza. Per lunghissimi tratti il romanzo è scarsamente “kingiano” e ciò appare come una manchevolezza, ma in un certo senso le favolose atmosfere alla “Stand by me” compensano alle assenze della suspense che compare invece - nell’ultimo scorcio - quando un consunto Jacobs (colto da malsane manie di onnipotenza) cercherà addirittura di cimentarsi con un maldestro esercizio di… resurrezione, da compiere con l’imprenscidibile contributo di quello che è il solo autentico Dio dell’ormai ex reverendo: l’elettricità! E quale miglior assistente di quel Jamie al quale - quand'era solo un bimbo - insegnò trucchi e tattiche per ottimizzare la guerriglia coi soldatini e che ora ricatta facendo leva sui suoi amori adolescenziali.

È uno Stephen King "romantico" quello che ha vergato “Revival”, che tira un po’ per le lunghe qualche smanceria tra fidanzatini di troppo, indugia su qualche improvvisato concerto, ma che giustifica quest'ultima... licenza poetica con la sua passione per la musica. Non a caso lo scrittore è ritratto nella terza di copertina con la sua vecchia chitarra. Già, perché c’è anche questo ulteriore protagonista, al quale il Re del Terrore strizza malinconicamente, nostalgicamente e struggentemente l’occhio.

CaSco

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