
di Americo Bottani
Come cinque anni or sono a Rio de Janeiro, Jeannine Gmelin conclude i Giochi olimpici con un più che dignitoso quinto rango assoluto. Visto il risultato a dir poco eccezionale ottenuto in semifinale, dalla 31enne singolista zurighese forse ci si poteva aspettare qualche cosina di più. L’assenza di vento – fatto questo eccezionale per il Sea Forest Waterway di Tokyo – non ha certo favorito la Gmelin, più a suo agio in condizioni difficili.
La finale ha visto la partenza rapida dell’austriaca Magdalena Lobnig, seguita dalla neozelandese Emma Twigg e dalla Gmelig, posizioni mantenute sino al passaggio del primo rilevamento cronometrico dei 500 metri. Subito dopo, la neozelandese innesta una marcia in più e passa decisamente al comando, insidiata dalla russa Hanna Prakatsen e dalla britannica Thornley che superano la zuirghese. Negli ultimi 1000 metri del percorso si assiste ad un crescendo della neozelandese che va a chiudere con un crono a dir poco favoloso: 7’13”93 che rappresenta anche il nuovo primato olimpico. Staccata di 4” troviamo la Prakatsen, medaglia di bronzo per la Lobnig. “Oggi non avrei potuto fare molto meglio. Sono molto contenta della mia partenza e dello sprint finale. Sono orgogliosa per aver mostrato una grande performance in una finale molto veloce e di essere ancora fra le migliori sei sculler al mondo. Mi spiace di aver perso il bronzo per 1”19/100, il che mi lascia una certa amarezza”, ci ha confidato la Gmelin.
Circa il comportamento complesso della delegazione rossocrociata così si esprime il direttore di Swiss Rowing, Christian Stofer: “”Abbiamo vissuto a gare spettacolari, in gran parte disputate in condizioni difficili. Il livello della competizione ha dell’incredibile, ne fanno fede i numerosi primati stabiliti. L’aver portato due equipaggi nella finale A, vinto la piccola finale con il doppio leggero femminile che equivalgono a tre diplomi olimpici è motivo di orgoglio, obiettivo mancato, seppur di poco, dal 4 senza maschile. Purtroppo ci è mancata la medaglia auspicata alla vigilia dei Giochi. Ringrazio tutti gli atleti con il team degli allenatori con Edouard Blanc, Anne-Marie Howald, Bill Lucas e Robin Dowell, così come il team medico con il fisioterapista Simon Ittmann e il massaggiatore Thomas Rymann per l’impegno profuso che ha consentito ai ragazzi di potersi confrontare con i migliori armi al mondo anche in condizioni climatiche estreme”.
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