
ISABELLE KRIEGWANDERING THROUGH SOUL PROVINCESAla Est Museo Cantonale d'Arte, Lugano26 marzo - 16 maggio 2010Inaugurazione: giovedì 25 marzo, ore 18.30Orari: martedì 14-17, da mercoledì a domenica 10-17, lunedì chiusoIngresso liberoNell’ambito del programma espositivo dedicato alla scena artistica svizzera attuale, l’Ala Est del Museo Cantonale d’Arte ospita fino al 16 maggio una mostra di Isabelle Krieg intitolata Wandering Through Soul Provinces.Nata a Friborgo nel 1971 e attualmente residente a Berlino, Isabelle Krieg ha all’attivo numerose esposizioni personali e collettive in Svizzera e all’estero e ha ottenuto negli ultimi anni importantiriconoscimenti e premi.La sua ricerca nasce dall’osservazione di aspetti spesso banali della vita di tutti i giorni che vengono trasposti in una dimensione poetica e straniante. Attraverso i suoi interventi, l’artista riesce infatti a far evadere la quotidianità dagli automatismi di una percezione distratta per trasformarla in un luogo magico e sorprendente, dove possiamo assistere al dialogo tra natura e cultura, tra mondo reale e immaginario.La mostra, curata da Elio Schenini ed espressamente realizzata per gli spazi dell’Ala Est, ha preso avvio dall’osservazione della particolarità architettonica di questa ala del museo, di cui l’artista ha sfruttato le caratteristiche per realizzare un’installazione che costituisse un percorso all’interno della propria opera.Le “province dell’anima”, a cui allude il titolo della mostra, se da un lato rinviano alla suddivisione freudiana dell’apparato psichico nelle tre sfere dell’Io, dell’Es e del Super-Io, dall’altro rispecchiano infatti le diverse caratteristiche architettoniche attorno a cui si articola lo spazio espositivo dell’Ala Est, in cui la funzione museale si sovrappone e convive con le tracce delle precedenti funzioni dell’edificio.Alla luminosità dello spazio iniziale (la sfera dell’Io) dove sono collocati alcuni lavori che indagano i nostri continui tentativi di dare una struttura stabile al nostro rapporto con la realtà esterna e con noi stessi, si sostituisce la penombra della sala successiva (la sfera dell’Es): una sorta di ampio solaio, all’interno del quale le opere emergono dal buio come misteriose apparizioni oniriche. A legare come un filo tutta la mostra una presenza incombente, sospesa nel vuoto, che evoca la sfera del Super-Io e di cui è possibile comprendere il funzionamento solo al termine del percorso espositivo.Senza rinunciare alla leggerezza ironica e allo spirito ludico, che caratterizza i suoi lavori, Isabelle Krieg, invita ancora una volta gli spettatori a interrogarsi sui temi fondamentali dell’esistenza attraverso una messa in scena sapiente e piena di fascino.
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