
Maxi ci siamo. Questa sera al Metro, in collaborazione con il dicastero giovani della città di Lugano, a partire dalle 21.30 ci sarà la presentazione ufficiale di “Invidia” il tuo primo album da solista. Un album che hai promosso tutta l’estate incassando un successo dopo l’altro, che ha scalato le classifiche arrivando alla vetta non solo a Radio 3iii, dappertutto. Per non parlare del tour che ti ha portato in giro ovunque in Ticino ed in varie tappe dello stivale. O dei singoli che sono trasmessi anche su MTV. Maxi-B: “Sono molto soddisfatto. “Invidia” è solo da un mese nei negozi, ma nei Live il pubblico conosce a memoria le canzoni. Questo è davvero un bel risultato per un album che racchiude due anni della mia vita, le mie emozioni, i miei sentimenti. Ci ho messo dentro molto di me, tempo, lavoro, miei pensieri. E il pubblico mi ha capito, sorretto e dato energia". Sono dieci anni che fai musica, come sono stati i tuoi esordi? "Inizialmente la musica era una valvola di sfogo, alimentata dalla voglia di esprimermi. Agli esordi facevo i contest (gare di improvvisazione su una base). Mi sono confrontato con i migliori, mi sono messo in gioco e sono cresciuto anche quando ho preso le bastonate. Ma non sono state tante. Ho anche ho vinto, e bene".E poi? "Ho trovato altri musicisti con cui condividere i miei progetti, da una parte. Dall’altra ho incominciato ad avere un dialogo con il pubblico. Un contatto che continua a crescere. In questo periodo ho ricevuto un migliaio di e-mail. Mi scrivono. Lo fanno per raccontarmi che si emozionano sui miei pezzi romantici, che si riconoscono in quelli polemici. Ho ricevuto anche e-mail da mamme che prendono posizione rispetto ai testi. E’ un confronto diretto che mi piace e responsabilizza". Tra i musicisti che hai incontrato ci sono Michel e DjCi che con te fanno parte dei Metro*Stars. Che ruolo hanno avuto in “Invidia”? "Loro sono una gran parte dell’album. L'hanno prodotto, hanno saputo creare la musica così come la volevo, meglio di come la pensavo. Per mesi siamo stati insieme a lavorare a girare e siamo stati bene. E' così: sono i miei fratelli. Conoscono molto di me, sanno capire le miei paure, apprezzare i miei sforzi. Nel corso degli anni ho avuto altre proposte ma no. Loro riescono a darmi l’atmosfera giusta, il giusto mix di note, di giri. Con loro mi diverto. Il gruppo c’è, l’amicizia c’è. Non li tocca nessuno. "Invidia" è un album solista, solo nel senso che queste erano cose mie. Erano dentro dentro di me. E firmando l'album solo me ne sono preso la totale responsabilità. Ma i Metro*Stars ci sono nell'album, eccome". Parliamo un po’ dei testi. Complimenti, sono belli. "Grazie. Da sempre ho il pallino dei racconti. Ne ho scritti, ne scrivo. Adoro giocare con la lingua. Cambiare poco e variare molto. Dare a ogni parola il giusto ritmo. Le basi, poi, rafforzano miei pensieri. E gli anni mi hanno dato coraggio. Quando scrivo penso a quale anima dare alla storia. Se un pensiero diventa un'immagine, se è capace di colpire, il gioco è fatto". Quali sono le canzoni a cui sei più legato nell’album? "Non ti capisco". Parlo di mio padre, parlo con mio padre. Quando lui l'ha ascolta è stata uno spunto per il dialogo. A volte succede con le canzoni.Quando sono diventato io padre, a mia volta, ho scritto “Cosa voglio di più”. Mi piace il Rif di Battisti, mi piace l'arrangiamento. Ma questa canzone soprattutto mi ricorda un momento unico. L’ho scritta le due notti dopo la nascita del mio bambino. E’ legata a lui che è una parte di me. Per questo ci sono affezionato in maniera particolare. In “Amoresia” ho messo il mio cuore sul tavolo. Era un sfida. E infine
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