
Oggi il sesso non è altro che uno strumento, lo si trova ovunque, esso è raccontato, venduto e comprato; ma poco praticato. A farci riflettere è l'ampio approfondimento in campo sessuale da parte del sessuologo Giorgio Rifelli, docente presso l'Università di Bologna. Il suo intervento è reperibile sul mensile "Focus".Il Dr. Rifelli a questo proposito dice che oggi non è facile erotizzare il rapporto. Continua facendo riferimento agli anni dell'800, in cui era normale erotizzare, e fantasticare, addirittura le caviglie delle donne.Ma oggi è tutto esposto, più evidente. Non esistono più tabù (almeno in apparenza). Ed a risentirne è la fantasia stessa che, ormai, non trova più spazio lasciando così la palla ad una società post-erotica che fa del sesso un mero e squallido strumento di commercio.Ed il più grande responsabile di tale scempio psico-sessuale altro non è che internet. Proprio lei, la rete che ha imprigionato tra le sue micidiali maglie uno degli atti che più regala emozioni. Così lo stesso, ora regala solo una visione dozzinale e per nulla reale di una sessualità unicamente volta a vendere, e ad essere comprata.Così mentre i media ed i venditori ci danno una visione di grandi attività sessuali; sessuologi e psicologi devono fare i conti con la realtà dei fatti: il sesso è meno praticato di quanto si creda e, fatto forse peggiore, la maggior parte delle coppie non trova neppure il tempo di mettere a posto la sessualità che non funziona.E se prima dell'avvento del web la pornografia stessa poteva lasciare spazio alla fantasia; oggi ci ritroviamo in un mondo in cui il mondo stesso del porno è divenuto pura anatomia. Nulla è più immaginabile e tutto è reperibile, e ciò che non è immaginabile, viene comunque mostrato in tutti i suoi dettagli.Il Presidente dell'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia, Franco Avenia, sostiene che oggi, per paura del confronto, si tenda a rimandare il primo rapporto, portandolo tra i 16 ed i 18 anni.Ma niente paura, perché le contromisure esistono. A detta della Dr.ssa Roberta Giommi, direttrice dell'Istituto internazionale di sessuologia, per il 95% dei casi sarebbe sufficiente una cura tramite colloquio con tanto di indicazioni comportamentali. Ciò dovrebbe risolvere resistenze e problemi.A questo proposito aggiunge che sono sufficienti al massimo 15 sedute a cadenza quindicinale.
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