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India, in sciopero gli incantantori di serpenti
Redazione
18 anni fa
Gli incantatori di serpenti, una delle più popolari attrazioni turistiche dell'India, sono sul piede di guerra

Gli incantatori di serpenti, una delle più popolari attrazioni turistiche dell'India, sono sul piede di guerra.In circa cinquemila hanno inscenato una protesta a Calcutta, capitale dello stato del Bengala occidentale, contro una legge che protegge la fauna selvatica, proibendo l'uso di animali a fini commerciali e quindi le rappresentazioni degli incantatori che, con i loro flauti, fanno uscire cobra e altri serpenti velenosi dai loro panieri."Incantare serpenti è un diritto naturale e inalienabile", dice Langra Bede, 35 anni (che nel corso della sua "carriera" è già stato morso due volte). "I nostri avi incantavano i serpenti, noi siamo cresciuti incantando i serpenti, ed è semplicemente la sola cosa che sappiamo fare".La legge è in vigore dalla fine degli anni '90: da allora, i circa 800 mila incantatori di serpenti che lavorano in tutta l'India, si sono visti privare di una parte consistente dei loro guadagni.Nel Bengala occidentale questi intrattenitori di strada si stima siano 100 mila. La maggior parte di loro appartiene alla comunità nomade dei Bedia, e si trasmettono questa 'arte' di padre in figlio."Migliaia di loro sono alla fame, e la legge mette in pericolo la sopravvivenza stessa delle comunità Bedia, antica mille anni e parte integrante del patrimonio del Bengala", denuncia il sindacalista Raktim Das, il quale sta cercando di ottenere dal governo regionale una deroga alla legge, oppure la creazione di centri autorizzati per l'allevamento ei serpenti con cui far lavorare gli incantatori.Per i gruppi ambientalisti, però, gli incantatori non sono altro che dei crudeli impostori: li accusano di strappare i denti veleniferi ai serpenti "da intrattenimento" e di nutrirli poi solo con latte, condannandoli così a una morte lenta e certa.Tiscali notizie

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