
Le casse inglesi piangono? E Cameron risponde. Come? Con tasse che rasentano l’assurdo più totale. Ed ecco che in Inghilterra, per la gioia delle donne, nasce la ‘Boob Tax’, ovvero la tassa sugli interventi di chirurgia estetica. Non tocca quelle persone che, per incidenti gravi, devono sottoporsi a plastiche. Semplicemente è una tassa rivolta a tutte coloro che si rivolgono al chirurgo plastico per meri ritocchi senza vero fondamento medico. La Boob Tax consisterà in una quota IVA pari al 20% applicata ad ogni intervento di chirurgia estetica. E con tutte le donne che si fanno aumentare il seno, le casse inglesi smetteranno di piangere. Una simile quota IVA, porterebbe questo intervento in particolare da 5'000 a 6'000 sterline. Insomma, un vero e proprio pugno nello stomaco. Lo scopo di David Cameron? Raccogliere grazie alla tassa 500 milioni di sterline all’anno. Naturalmente, oltre al popolo, l’industria cosmetica protesta. La lotta tra Governo inglese e lobby della moda è dunque aperta. Come detto, la tassa viene applicata solo ed esclusivamente su interventi ritenuti di sola utilità estetica. Non viene invece applicata a quegli interventi ritenuti realmente utili a livello medico. Come ad esempio una riduzione del seno per problemi alla schiena. Ma se la tassa viene applicata a tutti gli interventi atti a modificare (e per il paziente migliorare) il proprio aspetto fisico, quali conseguenze avrà sulla psiche di chi non potrà più permettersi determinati interventi? Insomma, la tassa divide l’opinione pubblica inglese e Cameron potrebbe essersi ‘tirato la zappa sui piedi’ con questa mossa. Solo il futuro ci dirà cosa potrà accadere. E voi, cosa ne pensate? Partecipate al sondaggio
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