
La città portuale di Gladstone, nel Queensland in Australia, deve fare i conti con l'inquinamento dell'acqua. Conti che, tutto sommato, avrebbe già dovuto fare nel momento in cui vennero costruite la centrale elettrica alimentata a carbone; due fonderie di alluminio e un'industria di gas naturale liquefatto attualmente in pieno sviluppo. Insomma, sorprende che si arrivi solo ora a parlare di inquinamento.Ma proprio a causa di tutte queste industrie, i livelli di inquinamento della regione hanno portato alla mutazione del rospo della canna. L'animale non è originario dell'Australia, ma venne introdotto nel 1935 dal Sudamerica nella vana speranza di riuscire a combattere dei parassiti della pianta da zucchero. Una volta introdotti, si sono riprodotti senza controllo.I rospi della canna hanno però un pregio. Quello di essere molto sensibili ai cambiamenti. Avendo una pelle permeabile simile a quella delle rane, sono un ottimo metodo di controllo per le acque. Lo stesso ricercatore Scott Wilson della Central Queensland University, sostiene che questi rospi "sono per l'ecosistema di acqua dolce quello che i canarini sono nelle miniere di carbone".Ed è questo che dovrebbe allarmare le autorità di Gladstone. Su 10'000 rospi esaminati, sarebbero tra il 6 e l'8% quelli che presentano mutazioni. Alcuni nascono con tre zampe anteriori. Altri senza occhi. Altri ancora con otto dita anziché quattro. Insomma, le mutazioni genetiche tipiche di Paesi molto inquinati, come se ne vedono ad esempio in India.Il prof. Wilson ricorda che le acque di Gladstone, ed in particolare lo stato di salute dei pesci di quelle acque, sono da diverso tempo al centro dell'attenzione da parte degli ambientalisti. Infatti i rospi mutanti sono solo l'ultima conferma di un inquinamento in continua crescita. Lo scorso anno nella baia del luogo sono stati trovati sei delfini morti ed il tragico numero di 231 tartarughe anch'esse morte. Tutti dati che dovrebbero far riflettere.
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