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Sanremo 2026
In attesa del ribaltone
©  EPA/ETTORE FERRARI
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Patrizia Speroni
22 giorni fa
La prima serata del Festival ha dato il via ad una iniziale scrematura degli artisti, ma si sa che il voto popolare potrebbe (e di fatto può) fare la differenza

La prima serata del Festival ha dato il via ad una iniziale scrematura degli artisti. Nella cinquina dei più votati dalla sala stampa compaiono, in ordine puramente casuale, Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez & Marco Masini.

Tuttavia il ribaltone è dietro l’angolo. Si sa che il voto popolare potrebbe (e di fatto può) fare la differenza. Sal Da Vinci è l’artista più nazional-popolare (definizione di baudiana memoria). Gli ingredienti ci sono tutti: lo sguardo ammiccante, la mano sul cuore, l’idea che un amore duri per sempre, la fiducia nella solidità del matrimonio e l’ostentazione finale della fede al dito, per dare più solidità al concetto.

Il calo degli ascolti pare essere attribuito ad un generale e non meglio specificato appiattimento dello spettacolo. Una macchina difficilissima da gestire. Carlo Conti, invitato a riflettere se questa flessione possa essere ricondotta agli artisti o allo spettacolo, risponde che l’unica responsabilità è  del direttore artistico.

Qualche nota di colore

Dargen D’Amico veste stilista specializzato in posa di parquet. Eddie Brock ha sbagliato location. Che qualche anima pia gli indichi la strada verso «l’altrove». J-Ax deve aver sottratto con l’inganno una canzone a Davide Van De Sfroos. Elettra Lamborghini, dalla bellezza imbarazzante, ha portato una canzone altrettanto imbarazzante. Raf manca del «Self Control» della voce. Francesco Renga ha perso la voce da «Angelo». Chiello è ancora sconvolto per l’abbandono di Morgan.

Ma c’è anche del bello in questo Festival. Basta saper ascoltare.