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In arrivo «W Social», la risposta europea a X e alla propaganda statunitense
© Shutterstock
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Ginevra Benzi
3 giorni fa
Un nuovo social media europeo chiamato W Social, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza tecnologica dagli USA e contrastare la propaganda, sarà lanciato nel 2026. Sarà caratterizzato da identificazione obbligatoria, contenuti diversificati e rispetto delle leggi sulla privacy.

Potrebbe un social media avere conseguenze geopolitiche? Una domanda che sorge quasi spontanea dopo l'annuncio di una possibile risposta europea a X (ex Twitter), con l'obiettivo - si legge su Bilanz - di liberare il Vecchio continente dalla dipendenza tecnologica degli USA. Stiamo parlando di «W Social», il nuovo social network ideato dalla tedesca e zurighese d'adozione Anna Zeiter, per oltre un decennio figura chiave presso eBay per tutte le attività al di fuori degli Stati Uniti. Ma cosa sta a significare il nome di questa possibile nuova piattaforma? «La W sta per «We» e per le grandi domande del giornalismo investigativo: chi, come, cosa, quando, dove, perché?», spiega Zeiter alla rivista economica. Per quanto riguarda la versione inglese, la W indica l'unione tra due V: «Values» e «Verified». 

Una versione migliore di Twitter?

Il timore principale è una possibile propaganda USA su X nel caso la questione Groenlandia dovesse degenerare. Per questo motivo, su W Social sarà obbligatorio identificarsi come persone reali, impendendo quindi l'accesso a bot e profili falsi che potrebbero fungere da moltiplicatori di notizie false e propaganda statunitense, con una comunicazione sempre all'insegna del rispetto e della positività. Un'altra questione che secondo gli ideatori dell'alternativa europea di X va affrontata è la cosiddetta bolla informativa. Contrariamente ad altri social - dove un algoritmo decide cosa mostrarti -, con W gli utenti potranno imbattersi anche in contributi e contenuti che esulano dalle proprie idee, al fine di espandere le varie opinioni su un determinato tema. Inutile dire, infine, che per W Social valgono le rigide leggi europee sulla protezione dei dati.

Quando disponibile?

Una versione beta di questo nuovo social dovrebbe essere online a febbraio, con un'apertura generale al grande pubblico in programma entro fine anno. E chi ben comincia, è già a metà dell'opera. In questo caso stiamo parlando di una serie di sostenitori di primo piano, già membri del comitato: l’ex vicecancelliere tedesco e svizzero d’adozione Philipp Rösler, Sandrine Dixson-Declève, presidente del Club of Rome, Cristina Caffara, presidente di EuroStack, l’associazione dei 300 più importanti CEO tecnologici, nonché due ex ministri svedesi. «Se la Bruxelles politica pubblicherà su W invece che su X, avremo già ottenuto molto», afferma sempre Zeiter. Il finanziamento iniziale proviene principalmente da investitori tecnologici svedesi, tra cui Ingmar Rentzhog, CEO e fondatore di «We Don’t Have Time», una piattaforma mediatica e di attivismo climatico con sede a Stoccolma. Finanziamenti che dovrebbero venir ampliati nel corso del 2026. Dal punto di vista giuridico, W sarà una società controllata di «We Don’t Have Time», con sede in Svezia. Ma il team è distribuito in tutta Europa, da Londra a Zurigo. Ora non resta che aspettare il via libera delle autorità federali.