
Sotto i ghiacci dell'Antartide si troverebbe un immenso giacimento di metano. Una bomba ad orologeria pronta a scatenarsi, e che porterebbe il clima mondiale a drastici cambiamenti. Il metano, infatti, è uno dei gas maggiormente responsabili del surriscaldamento globale.Come detto, tale giacimento sarebbe una vera e propria bomba ad orologeria. Ma se nelle bombe comuni è possibile stabilire un tempo, qui il calcolo è più difficile. Difatti è difficile stabilire quando i ghiacci si saranno sufficientemente ritirati per liberare questo immenso deposito.A determinare il rischio per la Terra di questa funesta riserva di gas è stata una ricerca condotta dagli esperti dell'Università di Santa Barbara, in California. Sempre gli studiosi, hanno determinato che il gas contenuto nei ghiacci sarebbe vecchio di 35 milioni di anni. All'epoca il continente antartico aveva un clima caldo ed era, di conseguenza, popolato da più specie, animali e vegetali. Come spiega il coordinatore dello studio, Slawek Tulaczyk, l'arrivo dell'era glaciale avrebbe intrappolato nei ghiacci una buona parte di materiale biologico. Dall'epoca ad oggi, in 35 milioni di anni, queste masse biologiche sono lentamente state trasformate da vari batteri in gas metano.La stima parla di qualcosa come 21 miliardi di tonnellate di carbonio imprigionate nei ghiacci dell'Antartide. Una stima spaventosa se si pensa che agli antipodi, nell'Artico, la stima è di 'appena' 4 miliardi di tonnellate. Se tutto il carbonio fosse stato tramutato in metano, e questo venisse liberato nell'atmosfera, il danno ecologico sarebbe catastrofico.Attualmente siamo già in allarme climatico. Se infatti nel 2007 l'Antartide poteva vantare 1,61 milioni di chilometri quadrati in termini di superficie, oggi la stessa misura 1,58 milioni di chilometri quadrati. Se per alcuni la diminuzione potrebbe essere irrisoria, a conti fatti non lo è. Questa diminuzione della superficie ghiacciata ha infatti inciso significativamente sui venti artici, i quali hanno a loro volta influenzato le correnti sottomarine. Tutto l'insieme ha portato, paradossalmente, ad un aumento della temperatura ed alle attuali condizioni metereologiche.
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