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"Il Volo" accende l'Ariston
Redazione
12 anni fa
Pubblico in visibilio dopo l'esibizione del terzetto uscito da "Ti lascio una canzone" - Tra gli ospiti Conchita Wurst, Charlize Theron e il "luganese" Vincenzo Nibali

L'intensa Bianca Atzei, i pittoreschi (con parolaccia annessa) Biggio e Mandelli, il rapper Moreno e "Lady D'Alessio" Anna Tatangelo: sono loro i quattro cantanti a rischio dopo la seconda serata della kermesse canora sanremese. Il responso è questo, ma il mercoledì dell'Ariston è stato anche (e soprattutto) altro.

C'è stato spazio per le commemorazioni di artisti scomparsi (ancora Pino Daniele, ma anche Mango e Virna Lisi) e di chi ha dato la vita per la lotta alla mafia: è stato in questo caso Vincenzo Nibali, residente a Lugano, a far rivivere sul palco Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lo "Squalo di Messina" è stato invitato in quanto il prossimo 9 maggio il Giro d'Italia scatterà proprio da Sanremo, prima di toccare pure Melide. Contributo contro i soprusi mafiosi anche quello di Claudio Amendola, all'Ariston per promuovere assieme al compagno di cast Luca Argentero - ex gieffino - il loro "Noi e la Giulia".

A proposito ancora di sport, non solo ciclismo ma pure calcio: in Liguria, tra microfoni e orchestre, è sbarcato infatti anche l'argentino Javier Zanetti, icona interista degli ultimi decenni.

Tra gli amarcord, momento "carramba" tra Carlo Conti e Biagio Antonacci - che ha interpretato "Quando" scritta da Pino Daniele nel 1991: il conduttore - passato dalla ghigliottina de "L'eredità" al palco di Sanremo - ha raccontato di quando era un riccioluto deejay radiofonico e "lanciò" il cantante bolognese...

Tra i super ospiti, la cantante-drag queen e paladina della tolleranza Conchita Wurst (vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2014) e la biondissima attrice sudafricana vestita di nero e di... oro Charlize Theron, premio Oscar con "Monster" nel 2003.

La competizione? Il pubblico si è sciolto davanti all'esibizione de "Il Volo", terzetto che col suo "Grande amore" - quasi un musical cantato da tre tenori - ha ribadito ancora una volta che gli autori di "Ti lascio una canzone" ci avevano visto giusto. 

In un Festival condotto da Conti non poteva mancare artisti toscani, anzi proprio fiorentini: Marco Masini - anche se meno de "Il Volo" - ha scaldato l'Ariston col testo velato di malinconia e l'interpretazione "sentita" del suo "Che giorno è", canzone... tormentata e lamentosa (in questo caso non troppo) come vuole la tradizione del fiorentino. La concittadina Irene Grandi, più posata e impegnata che nel suo passato artisticamente sbarazzino, non ha invece riscosso molto successo in sala, anche se la sua "Un vento senza nome" si è dimostrato un brano non banale e dalla musicalità pregevole.

Capitolo nuove proposte: la band Kutso ed Enrico Nigiotti sono si sono guadagnati la semifinale.

Sono trascorse due serate e quello di Carlo Conti - con le veline/cantanti e Miss Raoul Bova - si sta profilando come un Festival normale, nel senso più meritevole dell'aggettivo. 

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