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"Il Ticino ci ha accolto a braccia aperte"
"Il Ticino ci ha accolto a braccia aperte"
"Il Ticino ci ha accolto a braccia aperte"
Redazione
8 anni fa
A tu per tu coi Måneskin. La band italiana del momento che stasera sarà a Palazzo dei Congressi

155 milioni di visualizzazioni su YouTube, 173 milioni di streaming su Spotify, dei numeri da capogiro. Stiamo parlando dei Måneskin, la band italiana lanciata da Xfactor che sta facendo impazzire giovani e meno giovani. Ieri sera si sono esibiti a Lugano, mandando in visibilio il pubblico. Stasera saranno di nuovo a Palazzo dei Congressi. L’attesa dei fan è alta.Oggi abbiamo avuto l’occasione di incontrare i quattro membri della band presso gli studi RSI di Besso.

Spesso, dopo i talent show, molti non riescono a mantenere il successo. Voi invece siete sulla cresta dell’onda. Come ci siete riusciti?

Victoria: “Xfactor è stato un trampolino di lancio per mostrare chi siamo. Già sapevamo chi eravamo e cosa volevamo fare, molti dei nostri brani li avevamo già scritti prima, una volta usciti da lì abbiamo semplicemente seguito la nostra strada, avendo molte più porte aperte”.

Prima di lanciarvi nella musica avevate un piano B?

Damiano: “io giocavo a Basket, come play, in qualche modo sono stato sempre un frontmen… ho smesso per dedicarmi alla musica”.

Ethan: “io già da piccolino avevo puntato tutto sulla musica”.

Victoria: “stessa cosa per me”.

Thomas: “sembrerà stupido... ma da piccolo avevo il sogno di vincere il Nobel per la fisica, poi ovviamente la mia strada è decisamente cambiata… ma la musica ha sempre fatto parte della mia vita”.

Måneskin significa 'chiaro di luna' in danese, come vi è venuto in mente?

Damiano: “per partecipare a un contest ci serviva un nome per la band, non si poteva andare come anonimi. Vic parla il danese e quindi le abbiamo detto di trovare una bella parola che andasse bene per la band. Da qui è uscito Måneskin, poi abbiamo vinto il contest e non l’abbiamo più cambiato!”.

Si potrebbe dire che è tutto partito dal vostro primo viaggio, in Danimarca. Quanto ha influito quell’esperienza?

Victoria: “è stato il primo viaggio che abbiamo fatto, in cui davvero ci siamo conosciuti come persone e siamo diventati amici. Abbiamo passato tantissimo tempo a suonare e ci siamo resi conto di stare davvero bene insieme. Lì c’è stata una scintilla che ci ha davvero dato la spinta per partire”.

La vostra musica è un mix di generi, ma l’attitudine è decisamente rock. Quanto influisce la vostra immagine?

Victoria: “penso sia una cosa molto importante, soprattutto in questo mestiere. È attraverso la nostra immagine che cerchiamo di trasmettere il nostro messaggio, è una cosa che fa molta differenza soprattutto dal vivo. Anche quando nessuno ci conosceva, e suonavamo per strada, cercavamo di catturare l’attenzione attraverso la nostra immagine. Inoltre ci divertiamo un sacco a vestirci e a truccarci!”.

Damiano: “è partito tutto provando, ad esempio è stata Vic a convincermi a mettere la matita, io all’inizio pensavo mi prendesse in giro. Poi abbiamo provato e abbiamo visto che effettivamente funzionava… ci è piaciuto e abbiamo deciso di continuare”.

Quali sono i vostri punti di riferimento nella musica?

Ethan: “Led Zeppelin, Metallica, Iron Maiden”.

Victoria: “Bowie, Franz Ferdinand, The Strokes”.

Damiano: “Silvestri, Negrita, Baustelle”.

Thomas: “Genesis, Deep Purple”.

In questi giorni che musica ascoltate?

Thomas: “in questo periodo sto ascoltando moltissimo i Wolfpack”.

Damiano: “io sto in fissa con l’ultimo disco di Rosalia”.

Victoria: “io mi sto ascoltando un sacco gli Arctic Monkeys”.

Ethan: “io sto riscoprendo i Clash e altri gruppi punk”.

'Ballo della vita’ è la celebrazione della giovinezza, com’è la vostra?

Damiano: “una giovinezza piena di impegni. Prima del successo avevamo già molte aspettative per noi stessi, ci abbiamo sempre creduto e abbiamo sempre lavorato molto duro. Ci siamo un po’ saltati la fase di ‘andare a zonzo’ e abbiamo davvero dedicato molto alla musica”.

Qual è la canzone che vi rappresenta di più?

Thomas: “è impossibile scegliere, tutte ci rappresentano allo stesso modo”.

Victoria: “sono come i figli, non si può scegliere”.

Damiano: “sono tutte un pezzo di noi, delle nostre passioni, aspirazioni, ci rappresentano tutte allo stesso modo”.

I numeri parlano da soli: oltre 155 milioni di visualizzazioni su YouTube e più di 173 milioni di streaming su Spotify. Numeri da star internazionali. Ma davvero non avete 'Fear for nobody' come recita il titolo di una vostra canzone?

Damiano: “ma di che dobbiamo avere paura…guarda che numeri! È vero che il successo è pericoloso ma noi siamo gli stessi ragazzi di sempre, semplicemente con più fortuna. Quello che c’è sul palco appartiene a noi da sempre, è cambiato solo l’aspetto lavorativo, ora facciamo tutto in modo professionale, però le nostre vite sono sostanzialmente le stesse”.

Ci sarà pur qualcosa che vi intimorisce…

Victoria: “certo ma cerchiamo di affrontare il tutto sempre come una grande avventura, anche i momenti di difficoltà, cercando di ricordarci sempre che stiamo vivendo il sogno che avevamo qualche anno fa… sarebbe peccato viverlo con paura!”.

Grandi amici o fratelli?

“Fratelli”.

Siete una band che divide. “O li odi o li ami” spesso è questo che si sente dire quando si parla di voi. Cosa pensate di chi vi odia?

Damiano: “peggio per loro, non sanno che si perdono! Come quelli che dicono che non è buona l'amatriciana, peggio per loro!”.

Avete milioni di fan… qualcuno ha già fatto pazzie per voi?

Victoria: “ci sono moltissime persone che ci seguono con molta assiduità, e con molti siamo davvero in stretto contatto, ma di pazzie non ne ricordo…”

Damiano: “è impossibile fare pazzie al giorno d’oggi… con tutte le misure di sicurezza che ci sono appena scavalchi una transenna ti placcano subito…”

Il Ticino vi vuole molto bene. Il concerto di ieri è stato un successone, stasera si replica. Avrete delle novità per l’esibizione del prossimo 27 luglio a Castle on Air?

Damiano: “chissà chissà… top secret… roba da CIA…”.

Ieri durante il concerto c’è stato in guasto tecnico e avete improvvisato ‘We will rock you’ dei Queen, come vi è venuta in mente?

Damiano: “è stata davvero una prova di improvvisazione, non sapevo che fare e subito mi è venuto in mente il ritornello dei Queen, che si può fare senza strumenti, così siamo partiti e il pubblico ci ha subito seguiti. Sono stati grandissimi, il Ticino ci vuole molto bene!”.

Avete un’immagine molto internazionale, ma parlando con voi ci si rende conto che in realtà siete molto romani... Damiano dove hai imparato così bene l’inglese?

Damiano: “i miei genitori sono assistenti di volo, e quando ero piccolo per non farsi capire da me e mio fratello parlavano in inglese… quindi ho dovuto impararlo perché non ce la facevo a non sapere le cose! Poi ovviamente ascoltando moltissima musica”.

Avete mai pensato di partecipare a Sanremo?

Damiano: “quest’anno non potevamo perché eravamo in Spagna, ma Sanremo è un palcoscenico importantissimo, sarebbe controproducente e stupido non valutare una nostra possibile partecipazione. Chiaramene bisogna arrivare nel momento giusto con il pezzo giusto”.

Di Marlena, invece, la musa ispiratrice che evocate in molti brani, cosa ci dite?

Victoria: “Marlena è semplicemente il nome che abbiamo dato a quello che è il nostro messaggio, rappresenta la libertà di espressione. Volevamo dire ai giovani che è importante credere in se stessi, di non lasciarsi sconfiggere dalle paure e di esprimersi sempre al 100%”.

Damiano: “è un nome che è nato per caso, poi ha pure un bel suono musicale, non scontato…”.

ps

(Foto: RSI /L.Daulte)

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