
Parlare con il computer da oggi potrebbe diventare realtà.Esatto, sarà possibile conversare con il display del computer come se questo fosse una persona in carne ed ossa; potrete quindi rivolgerli le vostre domande e questo vi risponderà fornendovi tutte le informazioni da voi richieste.Si tratta di un nuovo software elaborato da ricercatori europei e denominato SLU (ovvero: Spoken Language Understanding), il programma è già stato tradotto in tutti gli idiomi europei e, grazie ad esso, è possibile tradurre in tempo reale le conversazioni spontanee.Il suo funzionamento si basa su un vasto assortimento di conversazioni registrate che il software può riconoscere e quindi tradurre; grazie a questo sistema è dunque possibile ottimizzare l'interazione tra utente e macchina.Per sviluppare il software i ricercatori del "Luna Project" (progetto di cui fa parte SLU) hanno dovuto faticare non poco; la Dr.ssa Silvia Mosso, coordinatrice del progetto, spiega che, al fine di permettere al software di decifrare milioni di termini nonché di filtrare quelli senza significato, hanno dovuto registrare un'immensa mole di conversazioni tra persone per poi inserire nel sistema svariati modelli statistici e linguistici all'avanguardia.E' inutile dire che, al giorno d'oggi, le applicazioni di riconoscimento vocale sono indispensabili, si pensi solo alle "customer relations", è quindi chiaro che il settore informatico voglia sviluppare nuove e sempre più efficienti tecnologie in proposito.Le cosiddette customer relations sono le relazioni con i clienti che, in molte banche ed uffici, si svolgono, ormai, tramite postazioni automatiche; queste postazioni sono capaci di isolare le parole che riconoscono per poi soddisfare la quota più semplice delle domande poste dagli utenti.Il "prodigio" di SLU risiede nel fatto che l'interazione tra l'utente e la macchina non si limita ad un criterio di comprensione basato su di un numero limitato di parole (il classico: "per la lingua italiana prema 1, per la lingua inglese prema 2,..."), ma arriva a vere e proprie conversazioni tra uomo e computer.
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