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Il Regno Unito ha evacuato finora 2’400 persone
Redazione
5 anni fa

La missione affidata ai militari britannici in questi ultimi giorni per portare fuori dall’Afghanistan in mano ai Talebani cittadini del Regno, di altri Paesi alleati e afgani che hanno collaborato con la missione occidentale degli anni passato ha finora permesso di completare l’evacuazione di “306 connazionali” e di “2052 afgani” decisi a lasciare il Paese. Lo ha precisato oggi il primo ministro Boris Johnson aggiornando un’affollata Camera dei Comuni in apertura di un dibattito straordinario convocato a dispetto della pausa estiva sugli sviluppi della situazione in Afghanistan. Nel numero non sono comprese le persone in attesa di partire o che son state trasferite in cooperazione con la parallela operazione Usa.

Johnson ha quindi riconosciuto come “il collasso delle forze regolari afgane” addestrate dalla Nato in questi anni sia stato “molto più veloce di quanto previsto” dopo il ritiro degli ultimi contingenti occidentali permanenti dal Paese. Ma ha ribadito che il Regno Unito, come gli altri alleati, non avrebbe “potuto continuare a sostenere il peso” di una presenza militare “concepita e realizzata fin dall’inizio come una missione di supporto a guida americane e di supporto agli Usa” dopo che l’amministrazione di Joe Biden aveva formalizzato la decisione di completare il disimpegno di Washington.

Il Regno Unito si impegna a “fare tutto il possibile per prevenire una crisi umanitaria” in Afghanistan dopo l’avanzata dei Talebani seguita al ritiro della Nato e a “sostenere” gli afgani in fuga che negli ultimi anni hanno collaborato con l’Occidente, ha Johnson aprendo il dibattito straordinario alla Camera dei Comuni. Il premier britannico ha poi insistito che i 20 anni di missione militare sono stati “un successo malgrado le tante difficoltà” rispetto all’obiettivo cruciale del dopo l’11 settembre 2001 di “estirpare al Qaida e fare il possibile per stabilizzare il Paese”.

Il governo britannico intende giudicare le intenzioni dei Talebani in Afghanistan “dalle loro azioni, non dalle parole”, in primis sul rispetto “dei diritti umani”, ha poi detto Boris Johnson a Westminster. Il premier Tory ha infine ribadito che un eventuale loro riconoscimento al governo di Kabul dovrà avvenire in modo “unitario e concertato” ad opera della comunità internazionale e che “sarebbe sbagliato” concederlo “prematuramente o a livello bilaterale” da parte di singoli Paesi e governi.

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