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Il nuovo album di Cammariere
Redazione
14 anni fa
Sergio Cammariere torna a conquistare le platee con un nuovo disco e un nuovo tour

Sergio Cammariere torna ad inebriarci con un album che porta il suo nome e vibra di sonorità diverse, quelle che lo hanno formato come lui stesso afferma. Con i suoi brani possiamo così ballare la samba, come cullarci con le sonorità balcaniche, per poi tornare ad immergerci nel pianoforte da lui suonato con maestria, per contemplare il suo amore per il jazz e infine tuffarci in un brano che sa di Marocco e delle sue strade. Il Cd contiene anche due magistrali brani interamente strumentali. La specialità di questo album è quella di poterlo acquistare anche in vinile, ed è già classico. Ma Sergio preferisce invitare al suo live, perché è in tour e l'ho sentito al telefono per farmi raccontare di lui e del suo modo di lavorare. Qual è il filo conduttore di questo disco così eterogeneo? Sicuramente la mia personalità. Inoltre è un distillato della mia ricerca. c'è la musica che ho amato, quella che mi ha formato e il cd si chiama Sergio Cammariere proprio perché racconta il mio percorso personale. Ma attraverso la mia musica si avvertono i suoni e gli elementi della natura... Il Mediterraneo che amo, l'acqua, il calore del sole, la dolcezza della malinconia... Sento emergere nel tuo disco le culture che ami, attraverso la musica che hai composto e i testi... Uno di questi è la Norvegia, ma tranquillamente si raggiungono i suoi antipodi, toccando l'Africa. In particolare, della Norvegia amo il substrato culturale solido. Le persone che come me viaggiano molto per lavoro o per piacere, non possono non amare un Paese che ha saputo rialzarsi con enorme dignità da un attentanto spaventoso come quello che ha sconvolto mesi fa la popolazione. Ma oltre all'alto grado di civiltà, è ammirevole come anche le televisioni popolari diffondano ancora musica classica, jazz, eccetera, che da noi ormai fa quasi solo Rai5 ancora un poco; sennò non se ne sente praticamente più. Noi abbiamo una classe poltica che supertassa la vita dei cittadini e al massimo la cultura e l'arte tutta e gli enti pubblici, purtroppo! Restando in tema, un altro Paese ammirevole in fatto di diversificazione di generi e di diffusione di arte e cultura, è proprio la Svizzera: non è difficile girando qualche canale, ascoltare blues, jazz e musica classica... Il brano "C'era una favola" mi sembra quasi uno sfizio... Potrei dire che è un omaggio al grande cantautorato italiano, che oggi non esiste più, all'indimenticato De André, alla sua poesia. Ma lo scopo di tutto il disco è omaggiare la canzone d'autore. Per questo motivo sono stati curati molto bene i testi oltre alle musiche e sappiamo che non è un disco per tutti. Ma ciò che ci tengo a dire è che io tengo quasi di più che la gente venga al concerto piuttosto che acquisti il disco: è nel live che si può ritrovare tutta la magia, ogni volta piccoli cambiamenti e che si può percepire tutta l'emozione contenuta in queste canzoni.... Parlami degli autori dei testi. Con Kunstler collaboriamo da 20 anni. Abbiamo composto anche un lavoro nel 1993, "I ricordi e le persone", che ora è fuori catalogo. Lui è sempre stata la sorgente letteraria dei miei lavori. Quindi il binomio continua. Tante cose sono ancora chiuse nel cassetto e arriveranno. Io ho lavorato molto sui generis: teatro, cinema... In passato ho lavorato anche con Bersani. Tornando a questo disco, spicca anche la collaborazione con Giulio Casale, filosofo e scrittore, che anni fa scrisse lo spettacolo "Canzone per Fernanda", ispirato alla Pivano ed intriso di Beat Generation e che contiene quel bep bop che mi ricollega al jazz... Infine, sempre in questo lavoro odierno, c'è ancora Sergio Secondiano Sacchi che, tra le altre cose, nel 2007 ha curato per il Club Tenco di Sanremo il volume su Luigi Tenco “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti”. 

Monica Mazzei

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