
Svante Pääbo, biologo svedese 67enne, è stato insignito del Premio Nobel 2022 per la Medicina. L'annuncio è stato dato come da tradizione al Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, e trasmesso in diretta via Internet e social network. Il riconoscimento anche per quest'anno è pari a 10 milioni di corone svedesi.
Chi è
Considerato uno dei padri della paleogenetica, Pääbo ha ricevuto l’ambito riconoscimento (40 anni dopo suo padre Sune Bergström) per le sue scoperte nel campo del genoma degli ominidi. Dopo aver studiato storia della scienza ed egittologia all’università di Uppsala, ha conseguito un dottorato in biologia nel 1986. In seguito si è trasferito prima all'università di Zurigo, poi in quella americana di Berkeley e in seguito nell'Università tedesca di Monaco. Nel 1999 ha fondato l'Istituto Max Planck per l'Antropologia evoluzionistica a Lipsia, dove lavora attualmente.
Le sue ricerche
È stato il primo a esaminare il dna delle mummie egizie. Considerato una sorta di archeologo del Dna, nel 2007 Pääbo è stato nominato dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti al mondo. Nel maggio 2010 ha pubblicato, assieme a dei colleghi, una sequenza sperimentale del genoma dei Neanderthal sulla rivista Science. Veniva così ipotizzata una parentela tra gli uomini di Neanderthal e gli Eurasiatici (ma non gli Africani). La comunità scientifica sta dando sempre più credito a questa teoria, nonostante lo scetticismo di una parte della comunità degli archeologi. E' inoltre docente in Giappone, nell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Okinawa, è membro dell'Organizzazione Europea di Biologia Molecolare (Embo) e fa parte di accademie prestigiose, come la Royal Society, l'Accademia Nazionale della Scienze degli Stati Uniti, l'Accademie delle Scienze francese, quella Leopoldina e l'Accademia Nazionale dei Lincei. Numerosi i riconoscimenti internazionali, fra i quali la medaglia Max Delbrück, la medaglia Theodor Bücher (Febs), il premio Louis-Jeantet (Ginevra), e il Japan Prize (Tokyo).

