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Stati Uniti
Il National Geographic licenzia i suoi ultimi giornalisti
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Keystone-ats
3 anni fa
Il futuro lavoro editoriale della rivista sarà svolto da freelance e dai pochi redattori rimasti nello staff. La decisione fa parte delle misure di riduzione dei costi decise da Disney, casa madre della pubblicazione: la rivista, con alle spalle oltre un secolo di attività, aveva dichiarato alla Cnn che avrebbe continuato a pubblicare numeri mensili.

Il National Geographic ha licenziato i suoi ultimi 19 giornalisti dello staff editoriale e non sarà più venduto nelle edicole statunitensi dal prossimo anno. La triste notizia per il mondo dei media è stata diffusa dal Washington Post e confermata su Twitter da alcuni degli interessati.

Le affermazioni degli ex-dipendenti

"Sono stato fortunato, ho avuto modo di lavorare con giornalisti incredibili e raccontare storie importanti e globali. È stato un onore", ha twittato Craig Welch, uno degli ex reporter fissi di National Geographic. Mentre il collega Doug Main ha affermato: "Il National Geographic sta licenziando i suoi autori, incluso me".

Il futuro della rivista

Il futuro lavoro editoriale della rivista sarà svolto da freelance e dai pochi redattori rimasti nello staff, ha spiegato il Wp. La decisione fa parte delle misure di riduzione dei costi decise da Disney, casa madre della pubblicazione: la rivista, con alle spalle oltre un secolo di attività, aveva dichiarato alla Cnn che avrebbe continuato a pubblicare numeri mensili.

Le affermazioni del portavoce

"Le modifiche sul personale non cambieranno la nostra capacità di svolgere questo lavoro, ma piuttosto ci daranno maggiore flessibilità per raccontare storie diverse e incontrare il pubblico attraverso le nostre numerose piattaforme", ha commentato un portavoce con la Cnn, sottolineando che "qualsiasi insinuazione che i recenti cambiamenti avranno un impatto negativo sulla qualità della rivista è semplicemente errata".

Rivista nata nel 1888

La rivista ha una storia di oltre 135 anni. Era il 13 gennaio 1888 quando un gruppo di trentatré esponenti scientifici della città di Washington discusse sull'opportunità di costituire una società che si dedicasse alla diffusione e allo sviluppo delle conoscenze geografiche. Nacque così la National Geographic Society. Qualche mese dopo vide la luce anche il primo numero della rivista sotto forma di brochure scientifica. Il riquadro giallo in copertina risale al 1910, mentre nel 1959 si decise di inserire in copertina anche una foto che avrebbe aiutato ad identificare il numero.

Le copertine più famose

Sono numerose le copertine che in seguito hanno fatto storia. Nel 1927, ad esempio, il National Geographic pubblicò le prime fotografie a colori subacquee del mondo, in particolare i fondali della laguna delle Dry Tortugas, in Florida. Nel 1985 è la volta della celebre foto opera del fotografo Steve McCurry, 'Ragazza afghana' (in realtà scattata nel 1984, ndr). L'immagine dell'adolescente orfana di origini pasthun dagli occhi verdi, identificata solo nel 2002 come Sharbat Gula, divenne il simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta.