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Sanità
"Il mondo non è pronto ad affrontare una nuova pandemia"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
3 anni fa
È la conclusione a cui è giunto l'Osservatorio indipendente Global preparedness monitoring board (Gpmb), il quale propone diversi suggerimenti per migliorare la preparazione alle crisi a livello mondiale.

Il mondo è poco preparato ad affrontare un'eventuale nuova crisi sanitaria o una pandemia. Questa è la conclusione dell'osservatorio indipendente Global preparedness monitoring board (Gpmb) in un rapporto pubblicato oggi. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e la Banca mondiale hanno istituito tale consiglio nel 2018 in risposta, tra l'altro, alla devastante epidemia di Ebola in Africa occidentale. L'osservatorio si propone di analizzare i preparativi in tutto il mondo e di formulare raccomandazioni. L'osservatorio rileva che in seguito alla pandemia di coronavirus sono stati compiuti dei progressi, ma che alcuni Paesi hanno ridimensionato i loro preparativi per rispondere rapidamente a crisi simili e in altri i progressi sono stati scarsi.

I consigli per il futuro

Il Gpmb propone diversi suggerimenti per migliorare la preparazione alle crisi a livello mondiale: anzitutto le nazioni devono rafforzare la sorveglianza per essere in grado di individuare le nuove malattie in una fase precoce e migliorare la raccolta dei dati e la capacità analitica. I Paesi più poveri hanno poi bisogno di sostegno finanziario e di una proroga del debito per essere in grado di fornire risorse. È urgente finanziare un fondo di dieci miliardi di dollari per la prevenzione e la preparazione alle pandemie. Inoltre ricerca e sviluppo di nuovi farmaci non devono essere concentrati in pochi Paesi, come nel caso della pandemia di Covid-19, e la società civile deve essere maggiormente coinvolta in tutti i preparativi. La co-presidente dell'organizzazione, l'ex presidente croata Kolinda Grabar-Kitarović, ha affermato che la mancanza di fiducia tra i Paesi e tra i cittadini e le autorità rende difficile una buona preparazione alle pandemie. "Chiediamo ai leader di superare queste divisioni e di forgiare un nuovo percorso basato sul riconoscimento condiviso che la nostra sicurezza futura dipende da una riforma significativa e dal massimo livello di impegno politico per la preparazione sanitaria di emergenza".