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Il "Milione" di Marco Polo. Il libro di viaggi più letto della storia
Redazione
18 anni fa
In occasione della giornata mondiale del libro ecco un opera scritta 700 anni fa, ma ancora capace di far sognare

I Polo erano una famiglia di mercanti veneziani. Ma a Venezia ci viveva solo il giovane Marco, perchè la madre era morta e suo padre Nicolò e suo zio Matteo erano da molti anni in viaggio. Quando nel 1269 tornarono a Venezia portarono dall’oriente rarità quali gli spaghetti, varie spezie (tra cui l’aromatico pepe nero e il preziosissimo zafferano) e pregiatissimi tessuti. I Polo tornarono in Italia quali emissari presso il papa del gran khan Kublai, il re mongolo che aveva conquistato il Katai (l’attuale Cina). Kubilai tramite i Polo inviò una lettera al papa per chiedere che alla sua corte fossero portati dei preti disposti ad insegnare la storia di Gesù. La religione di stato non era ancora stata scelta e anche la religione cattolica, oltre quella buddista e quella islamica, era presa in considerazione. Marco ha quindici anni quando con il padre Nicolò, lo zio Matteo e i preti si prepara a partire. Dopo un viaggio di 30 mesi attraverso l'Anatolia, la Mesopotamia, la Persia, il Pamir, il Turkestan Orientale e il deserto del Gobi, i Polo giunsero a Khanbalik (o Cambaluc, capitale dell'impero mongolo, l'odierna Pechino) recando doni e messaggi da parte di papa Gregorio IX, ma senza i preti richiesti che, per le fatiche del viaggio, ad uno ad uno erano tornati a casa. Conquistata la fiducia del gran khan, il giovane Marco svolse importanti missioni diplomatiche e commerciali ed ebbe modo di conoscere gran parte dell'Oriente, studiandone nei particolari i costumi e le civiltà. Dopo 21 anni in cui i Polo rimasero alla corte di Kubilai, il khan permise loro di rientrare a Venezia. Matteo e Niccolò vi morirono nei primi anni del sec. XIV, mentre Marco proseguì ancora per molti anni l'attività mercantile arricchendo ulteriormente le fortune dei Polo. La vita di Marco riservava ancora una sorpresa. Nel 1298, pochi anni dopo il suo ritorno, fu catturato in uno degli scontri navali tra Venezia e Genova, frequenti in quegli anni, e rinchiuso nelle carceri genovesi, da cui uscì nel 1299. Nell’anno di prigionia raccontò al suo compagno di cella Rustichello da Pisa quello che vide e fece nel famoso viaggio che lo portò lontano da Venezia. Così nacque de “Le Livre de messer Marco Polo citoyen de Venise, appelé Milion, où sont décrites les merveilles du monde”. Rustichello scrisse i ricordi di Marco nella lingua d'oïl, allora la più conosciuta nel mondo neolatino, un francese ricco di vocaboli, di forme italiane e di deformazioni individuali. Eccezionale fu poi la fortuna dell'opera. In un periodo in cui i libri erano rari perchè scritti a mano il “Milione” fu letto dai mercanti, scienziati, geografi, cartografi, etnologi, uomini d'affari. Tutti volevano conoscere i racconti di Polo e tanti cedettero fosse un libro di fantasia. Nonostante questo il “Milione” contribuì a segnare l'inizio di una nuova epoca: quella in cui l'uomo europeo, liberatosi ormai delle paure dell'alto Medioevo, si affacciava al mondo esterno con sguardo curioso e indagatore. Anche grazie a questo libro i commerci con la Cina ebbero un nuovo slancio. I prodotti e le invenzioni importati migliorarono moltissimo lo stile di vita dell’uomo europeo. Si tornò a percorrere le rotte della via della seta e il fiorire di grandi commerci diede inizio ad un periodo di prosperità della classe dei mercanti. La nascita della borghesia diede spinta alla edificazione di nuove città, evento che segnò la fine del Medioevo. Ancora oggi, a distanza di 700 anni, il libro dei viaggi di Marco Polo accende la fantasia e invoglia al viaggio. Primo capitolo del “Le Livre de messer Marco Polo citoyen de Venise, appelé Milion, où sont décrites les merveilles du monde” Venezia 1289 “Signori imperadori, re e duci e tutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e le diversità delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime ma

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