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Il Locarno Film Festival chiede alla politica "un atto di fede"
Il Locarno Film Festival chiede alla politica "un atto di fede"
Il Locarno Film Festival chiede alla politica "un atto di fede"
Redazione
7 anni fa
Il presidente Solari: "Se vogliamo che il Festival rimanga tra i migliori al mondo il budget va aumentato a 15,5 milioni

Presto la politica cantonale dovrà chinarsi sul nuovo credito per il Locarno festival e mentre la kermesse cresce da tempo l’importo del finanziamento pubblico è fermo al palo. 2 milioni e 8 l’anno.

“Io semplicemente mi sono limitato, con tutta la mia squadra, ad elencare le necessità che abbiamo oggi al Festival. E che vanno dalla digitalizzazione all'informatica, a una cosa banale come la sostituzione delle sedie; se ne sono rotte altre 4 ieri sera, non possiamo andare avanti così - ha dichiarato il presidente del Locarno Film Festival Marco Solari a TeleTicino.

“Se nel 2025 vogliamo che il Festival rimanga tra i 10 migliori al mondo, probabilmente tra i 5-6 migliori europei, dobbiamo aumentare il budget di 13,2 a 15,5 milioni” ha ribadito Solari. Un incremento di oltre 2 milioni che sarà possibile attingendo alle risorse degli sponsor ma anche a finanziamenti pubblici. Quello che si aspetta Marco Solari è un atto di fede da parte del Cantone.

“Credo che tutta una serie di dati, di elementi, ci faccia dire che questo aumento è meritato. Poi bisognerà vedere di quanto sarà il quantum - ha spiegato il direttore del DECS Manuele Bertoli -. Ci sarà verosimilmente un aiuto in più dalla Confederazione, ma il Cantone dovrà fare la sua parte”.

Proprio così, Berna ha già annunciato più risorse per la cultura. Il Consigliere Federale Alain Berset ha dichiarato che “Ci sarà un aumento per sviluppare dei grandi progetti nell'ambito della musica per i giovani e nel sostegno degli scambi scolastici in tutto il paese. È previsto un piccolo incremento anche per i festival svizzeri, ma la ripartizione concreta tra di loro dipenderà dal concorso”.

Insomma arriveranno più risorse pubbliche ma ancora non si sa quante. Forse qualcosa è stato deciso proprio oggi, sulla collina del monte verità, tra un risotto e un Merlot, dove ogni anno si incontrano politica e cultura. “Questi scambi devono aver luogo perché dobbiamo poi sapere, noi che siamo a Berna, cosa votiamo e perché - ha dichiarato il consigliere agli Stati Filippo Lombardi -. Rispettivamente, gli uomini di cultura fanno bene a sapere che i politici hanno qualche responsabilità nei confronti dei cittadini, i cui soldi vanno spesi con parsimonia”.

Maggiori informazioni nell'edizione odierna del TG di TeleTicino

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