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Il lato oscuro del corpo... e della vita
Redazione
17 anni fa
Si chima "Darkside II" ed è una mostra spettrale, a Winterthur fino al 15 novembre, che illustra la capacità di sconvolgere della fotografia

In mostra al Museo della fotografia di Winterthur fino al 15 novembre "DarksideII" il lato più oscuro del corpo.  Un'esposizione che solleva interrogativi sul legame intrinseco tra arte e violenza, tra fotografia e morte, e sulla necessità di nascondere o di riportare alla luce figure scioccanti. Il corpo viene fatto a pezzi, brucia ed esplode. Ed ancora il corpo invecchia, si indurisce, si disintegra e si decompone sotto lo sguardo di artisti di fama internazionale. Non c'è dubbio: ci vuole una buona dose di coraggio, e tanta curiosità, per avventurarsi tra le cinque sale di "Darkside II". Chi lo farà dovrà dar prova di sangue freddo, ma non resterà deluso. In un percorso a tema, che inizia con la rappresentazione di un corpo intatto e termina con la morte e i suoi strascichi, l'esposizione presenta oltre 100 opere tra fotografie e video, per chiudersi con una domanda retorica: «Cosa resterà di noi?». Accanto ad artisti di fama mondiale, del calibro di Robert Frank, Cindy Sherman e Philip Jones Griffiths, il pubblico potrà scoprire anche nomi meno noti come gli svizzeri Olaf Breuning e Thomas Hirschhorn. Troppo brutale? "Darkside II" solleva numerosi interrogativi sul legame intrinseco tra arte e violenza, tra fotografia e morte, e sulla necessità di esibire o occultare immagini talvolta sconcertanti per Urs Stahel, curatore dell'esposizione, "la violenza attira le immagini e le immagini attirano la violenza, ma ciò non toglie che questa rappresentazione dell'orrore possa perfino essere consolante". "Darkside II" ci ricorda infine che ogni fotografia è di per sé una forma di violenza per i nostri occhi, perché si impone al nostro sguardo con la forza di un uragano. "Le fotografie strazianti non perdono mai il potere di scioccare", scriveva l'intellettuale americana Susan Sontag "ma quando si tratta di comprendere qualcosa non ci sono molto d'aiuto. Le fotografie fanno qualcosa d'altro: Ci colpiscono e non ci lasciano più andare via". E in fondo è un po' anche questo l'effetto di "Darkside II": repulsione e fascino, indignazione e curiosità per un percorso in immagini che – in un turbinio di emozioni contrastanti – mette tutti d'accordo su un unico punto, l'impossibilità di lasciare indifferenti. Sito del museo della fotografia di WinterthurSKA

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