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Il giornalismo di servizio pubblico fra passato e futuro
Il giornalismo di servizio pubblico fra passato e futuro
Il giornalismo di servizio pubblico fra passato e futuro
Redazione
9 anni fa
Il dibattito si terrà giovedì 28 settembre presso l'Aula del Gran Consiglio a Bellinzona

Dopo il modello ottocentesco - caratterizzato da un'informazione molto legata ai partiti - il giornalismo ha dovuto innovarsi, costretto dal mercato e dai nuovi interessi del pubblico.

Cosa è cambiato nel mestiere del giornalista che lavora per la radio e la televisione di servizio pubblico, nei servizi parlamentari e nel riferire della politica nel secondo dopoguerra? Quando e perché i giornalisti dell’audiovisivo elvetico erano additati come “impiegati di stato”? Come distinguere il giornalismo di servizio pubblico dal giornalismo ideologico? Come si colloca oggi il giornalismo diservizio pubblico della Svizzera italiana rispetto a quello di altre realtà elvetiche? Quali regole devono avere i giornalisti di servizio pubblico? Devono essere più stringenti di quelle valide per il giornalismo in generale? Come ha influito la rivoluzione tecnologica nel costruire la notizia di servizio pubblico?

Nel tentare di fornire una risposta a queste domande, che coinvolgono operatori, cittadini e politica, il gruppo di studio e d’informazione Coscienza Svizzera vuole dare un nuovo contributo al dibattito sul servizio pubblico. L’appuntamento prosegue il ciclo di incontri e il recente Quaderno CS sul tema.

Ore 12.00-12.05 Apertura di Remigio Ratti, Presidente di “Coscienza Svizzera”

Ore 12.05-13.15 Dibattito con Giacomo Mazzone, Enrico Morresi e Aldo Sofia. Con la moderazione di Alessandra Zumthor

Ore 13.15-13.20 Conclusioni di Oscar Mazzoleni, coordinatore del gruppo di lavoro di CS

Ore 13.20 Rinfresco/spuntino

L’incontro è aperto al pubblico e il rinfresco è offerto.

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