
Per fermare il riscaldamento globale, le emissioni di gas serra dovrebbero diminuire. Invece, continuano ad aumentare. Rispettare i limiti dell'Accordo di Parigi sul clima diventa sempre più difficile.
È un bollettino sconfortante quello emesso oggi dall'Organizzazione meteorologica mondiale, organismo dell'Onu. Le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L'aumento di CO2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017, e appena sopra la media nell'ultimo decennio.
Insomma, nonostante i solenni impegni di riduzione dei gas serra presi dagli stati a Parigi nel 2015, la situazione, invece di migliorare, peggiora. Proprio nel 2015, l'anno dell'Accordo sul clima, la concentrazione di CO2 nell'atmosfera aveva superato la soglia delle 400 parti per milione. E da allora, invece di scendere, ha continuato a salire.
"Non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo", spiega il segretario generale dell'Omm, Petteri Taalas. Le conseguenze sono "impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri.
L'ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione comparabile di CO2 è stata 3-5 milioni di anni fa. Allora, la temperatura era più calda di 2-3 gradi, il livello del mare era di 10-20 metri più alto di adesso".
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