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Il Covid al tempo delle fake news
Marco Jäggli
6 anni fa
Di fronte alla crescente stanchezza della popolazione si fanno sempre più largo bufale e fake news, spesso contrarie alle misure di contenimento. L’esperto David Puente ci ha aiutato a smascherare le più comuni

Si comincia a percepire una certa stanchezza tra la popolazione: il 2 agosto, a Berlino, decine di migliaia di persone sono scese in piazza, senza distanze né mascherine per manifestare il loro disaccordo con le misure del governo. Manifestazione segno di impazienza ma anche di dissenso crescente, che si è manifestato anche in Svizzera attraverso un “flash mob” organizzato sui tram di Zurigo, rigorosamente senza mascherina. Accanto a questa impazienza si trova anche una sempre più diffusa incredulità, che prende spesso forma di fake news e bufale a carattere complottistico, no-vax o addirittura di estrema destra. Da Bill Gates grande manovratore del coronavirus al 5G, David Puente si occupa per mestiere di smascherare i falsi miti che circolano sul web e rischiano di diventare virali. Teleticino gli ha chiesto un parere sulla situazione che stiamo vivendo.

Qualcosa sta cambiando dopo il periodo di confinamento?
“È chiaro che le persone sono stufe della situazione, non è assolutamente bello quanto sta succedendo. È chiaro che abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini e come comportarsi, anche solo a livello di igiene personale nei confronti degli altri. E l’uso delle mascherine è stato visto appunto come una sorta di obbligo/protezione. In realtà parlare di obbligo è sbagliato perché le mascherine non servono, a parte alcuni tipi, per proteggere noi stessi. Le usiamo per evitare di diffondere il virus. C’è stata tanta confusione e questo ha spinto le persone a non capire cosa fare e come comportarsi ed è normale che ci siano situazioni di disagio”.

Secondo te, nel pieno della pandemia, quando molte autorità dicevano che le mascherine non sarebbero servite a nulla, i giornalisti avrebbero potuto forse fare qualcosa in più, indagare di più?
“Il lavoro del giornalista è sempre quello di indagare. Noi a Open avevamo spiegato da subito che occorreva metterle per uno scopo, evitare di contagiare gli altri. Invece questa confusione fatta sia attraverso il giornalismo che attraverso i social, che pure loro hanno dato una grossa spinta per fare disinformazione sul tema, ha fatto sì che le persone non capissero l’importanza di queste misure”.

Vorrei toccare due elementi che emergono quando si parla di coronavirus: uno di questi è Bill Gates, un nome che salta sempre fuori in molte teorie come “quello che ci guadagnerà veramente” dal coronavirus. Anche a te risulta essere uno dei “protagonisti” di quest’epidemia?
“Se ne sono sentite di tutte su di lui. Dal fatto che avrebbe previsto la pandemia a che starebbe creando un chip sottocutaneo per controllarci oppure per guadagnare soldi... ce ne sono tantissime su Bill Gates. È l’angolo di sfogo di queste storie: è un elemento su cui si può dire e ci si può inventare un po’ di tutto. Perché la persona è già odiata di suo, in quanto legato ai molti problemi di windows. Il fatto di trovare un elemento comune, estraneo a tutti e visto come il nemico fa sì che le persone possano trovare un angolo di sfogo. E funziona, perché è una persona che ha fatto soldi, è invidiata e di conseguenza con i suoi legami e le presunte storie è facilmente attaccabile. Inoltre, non piace ai no-vax, perché sostiene molto e finanza la ricerca sui vaccini”.

Il secondo elemento comune a molte storie è il 5G...
“Sì, ci son state tantissime storie anche contrapposte, che si negavano l’una con l’altra: secondo alcuni il 5G attivava il virus, che sarebbe stato creato in laboratorio e attivato appunto con le onde del 5G. Per altre teorie queste onde abbassano il sistema immunitario e aumentano dunque la possibilità di contrarre il virus. Il 5G è una storia vecchia, con varie ricerche scientifiche presentate sulla presunta pericolosità di questo mezzo ma che non sono ricerche serie. Con l’arrivo del coronavirus quindi chi sosteneva questa teoria ne ha approfittato per trarre profitto dall’emergenza”.

Sul vaccino: è solo questione di opinione personale o ci sono punti fermi imprescindibili e scientificamente provati?
“Come ogni farmaco e ogni vaccino ci devono essere test e analisi per verificare che non abbia effetti collaterali. L’abbiamo visto in passato, con ricerche dove ci sono stati grossi danni dopo la prima sperimentazione di certi farmaci sull’uomo. Per questo è importantissimo che si facciano dei test, lo diceva anche Anthony Fauci: meglio non affrettare troppo la ricerca. Bisognerà aspettare ancora un po’ ma bisogna lasciare lavorare la scienza, con il metodo scientifico e con tutto quello che ci ha portato grossi benefici nel corso della storia. Ci vorrà un po’ di pazienza”.

Per quanto riguarda il tuo lavoro: quanto ci metti a smontare una bufala? A volte può essere un lavoro dispendioso?
“Dipende: ci sono quelle goliardiche come quelle un po’ più complicate e contorte. Per alcune possono volerci 5 minuti mentre per altre possono volerci giorni, anche perché ovviamente sia io che i miei colleghi non siamo scienziati, quindi spesso dobbiamo contattare diversi esperti per avere pareri diversi. Non siamo solo noi di Open a fare queste ricerche però, noi facciamo parte di un’alleanza internazionale contro le fake news sul coronavirus che ha portato in questi mesi un totale di 7'100 fact checking in 70 paesi del mondo. Non è stato uno scherzo e per fortuna c’è stata questa alleanza che ha creato una collaborazione che ci ha aiutato molto”.

Andando sul vostro sito ho visto la notizia del bambino indiano che, secondo diverse testate avrebbe predetto la pandemia. Tu dici “non aveva previsto la pandemia”. Puoi spiegarci cos’è successo?
“Circola da un po’ di tempo questa storia di un ragazzino che aveva fatto un video su youtube nell’agosto dell’anno scorso in cui prevedeva situazioni disastrose da novembre in poi, tra i quali una terza guerra mondiale tra USA e Iran e una serie di malattie che si sarebbero diffuse nel mondo. Non ha mai parlato di coronavirus e non ha mai parlato di Cina, contrariamente a quanto dicono alcuni, non la cita neanche. Ci troviamo di fronte a una di quelle belle narrative in cui si vorrebbe trovare la narrativa sensazionale. Di recente il ragazzo ha fatto un altro video in cui prevede che nel 2021 ci sarà un’ulteriore catastrofe, ancora peggiore dell’attuale pandemia. Però, appunto, come sappiamo dai vari Nostradamus che hanno già inondato il web, ci mancava solo questo bambino che viene usato per fare sensazionalismo... cerchiamo di evitare di creare un nuovo caso!”

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