
"Ho risparmiato tempo e denaro. La mia pelle sta meglio, i miei denti sono più bianchi e la forfora è sparita". Non è un film di fantascienza, e nemmeno lo spot di un prodotto di bellezza. Si tratta della realtà. La frase citata è stata pronunciata da Rob Rhinehart, 25enne americano creatore di quello che - a prima vista - pare un vero e proprio 'beverone miracoloso'.
Il tutto è nato per risparmiare. Rob è un ingegnere elettronico laureatosi alla Georgia Tech. Assunto e finanziato per sviluppare un dispositivo per telefonini, si ritrova con un budget di 170'000 dollari. Così, assieme ad altri ragazzi, inizia a lavorare al non precisato dispositivo. Peccato che, dopo aver speso più della metà del budget, il team si accorge di essere letteralmente sulla via sbagliata. Che fare? Unica soluzione possibile, buttarsi su un nuovo progetto cercando di investire al meglio i soldi rimanenti.
Ma per realizzare nuovi progetti, bisognava risparmiare. Su tutto; cibo compreso. Rob inizia così a cibarsi di cheesburger presso McDonalds. Giorno dopo giorno. Per spendere il meno possibile. Ma non resiste una settimana. Da sua ammissione, si sentiva morire.
Così mette in moto la sua conoscenza in fatto di alimentazione. Da buon ingegnere inizia a pensare non più al cibo in sé, ma ai nutrimenti di cui ha bisogno il corpo umano. Riflette sul fatto che servono amminoacidi e lipidi, non del latte in sé. O di carboidrati e non di pane. Insomma, dimentica letteralmente l'insieme e si concentra sulla composizione chimica. Rob inizia anche a studiarsi tutto ciò che può sull'alimentazione. Finché non riesce a scrivere una formula.
Una volta sviluppata, ordina i vari componenti in polvere. Mette tutto in frullatore e produce un vero e proprio bibitone di color beige. E lo beve. A suo dire, sapeva di crema pasticcera non zuccherata. Insomma, il gusto non sembrava malvagio. Ma più che il gusto, sono gli effetti riscontrati che parevano 'miracolosi'.
Dopo qualche settimana a nutrirsi del suo prodotto, Rob sostiene di sentirsi 'da dio'. In più ha risparmiato. Parecchio. Invece di circa 400 dollari al mese in cibo, si è nutrito con la modica cifra di 70 dollari. E senza risentirne sulla salute. Anzi, come riportato all'inizio, sembra aver tratto solo vantaggi dalla sua nuova alimentazione.
A questo punto Rob decide di immettere la formula di quello che decide di chiamare - riferendosi a un film del 1973 - Soylent in rete. Come fosse un software open source. Diverse persone iniziano così a svilupparlo per renderlo migliore. Non ci vuole molto perché accorti finanziatori iniziano a investire sul progetto. Giungono così i soldi. In tutto, 3 milioni di dollari.
Dal finanziamento all'immissione del prodotto sul mercato, è un attimo. Ora è già possibile trovare kit di Soylent in rete. Al costo di 85 dollari a confezione, è possibile assicurarsi il fabbisogno di 21 pasti. Questo, almeno, è il kit minimo disponibile sul mercato.
E qualcuno già predice la fine del cibo. Quello vero. Voci smorzate in partenza dallo stesso ideatore del prodotto. Il quale afferma che Soylent non decreterà la fine del cibo vero, ma quasi sicuramente quella del junk food. Perché quando si ha fretta, si può ripiegare su un prodotto veloce e sano, invece che su cibo spazzatura.
Se il beverone di Rob Rhinehart non si rivelerà una bufala, potrà quasi certamente cambiare il mondo dell'alimentazione.
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