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Il cervello non è multitasking
Redazione
16 anni fa
Uno studio francese dimostra che il lobo frontale non è in grado di svolgere più di due azioni

Ci proviamo sempre, e la società quasi ce lo impone. Ma fisicamente non è tollerabile. Una ricerca francese coordinata da Sylvain Charron, dell'Institute National de Santé et de la Recherche Medicale, e da Etienne Koechlin, dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi, sostiene che il cervello umano non può condurre o pensare più di due azioni per volta, almeno senza cadere nella mediocrità. La ricerca francese è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista "Science".Stando allo studio, l'essere umano non dovrebbe stare dietro a decine di cose nello stesso momento. Se, ad esempio, ci mettiamo a scrivere una mail mentre rispondiamo al telefono, ecco che una delle due attività, se non entrambe, risentirà di un deficit in termini di concentrazione dell'individuo stesso. Questo porta al rischio di dimenticare determinate cose o ad un lavoro mal fatto. In pratica i ricercatori sono concordi nell'affermare che eseguire due o più compiti contemporaneamente è per il nostro cervello innaturale e dannoso.La ricerca: i ricercatori hanno chiesto ad un gruppo di volontari di svolgere dapprima un compito specifico ed in seguito due compiti simili nel medesimo tempo. Il gruppo è stato dunque osservato attraverso la risonanza magnetica. Da qui i ricercatori hanno potuto evidenziare che nello svolgere una sola, e pure semplice, mansione, venivano attivate diverse aree cerebrali, coinvolgendo ambo gli emisferi. Quando, invece, i volontari hanno dovuto svolgere due compiti diversi, i ricercatori hanno evidenziato che il cervello si divide a metà. Ogni compito, in pratica, aveva un suo emisfero. Il team di studiosi sostiene che il lobo frontale, la parte cerebrale adibita alle funzioni esecutive, non può fisicamente sostenere più di due azioni contemporaneamente.I neurologi rendono però attenti al fatto che per la sperimentazione sono stati utilizzati solo individui destri, senza nessun mancino. E' dunque difficile stabilire se nello svolgere due compiti assieme, il cervello si divida in modo casuale, se il tutto dipenda dal tipo di operazioni svolte o se invece dipenda dalla dominanza di un emisfero sull'altro.Ad ogni modo, secondo il Dr. Keochlin, dallo studio si capirebbe perché la gente prenda spesso decisioni irrazionali nel momento in cui si ritrova a dover fare più cose assieme. Se infatti è possibile cucinare e stare al telefono, diventa impossibile aggiungerci la lettura del giornale.E visto che il discorso vale tanto per le azioni, quanto per i pensieri, cerchiamo di fare e pensare ad una sola cosa alla volta. Meglio fare poco ma bene, che tanto ma male.

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