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Il calcio tra sorrisi e tragedie
Il calcio tra sorrisi e tragedie
Il calcio tra sorrisi e tragedie
Redazione
11 anni fa
Dal pittoresco Ferrero al dramma di Borgonovo - Ticinonews ha letto per voi "Una vita al Massimo" e "Attaccante nato"

Cimentarsi con due temi diametralmente diversi tra loro è un esercizio davvero ostico. Il giornalista di Sky Alessandro Alciato, però, ce l'ha fatta e già questo è quindi un merito. Il cronista biellese classe 1977 è infatti coautore del libro sulla vita "scanzonata" (visto e considerato il personaggio non potrebbe essere altrimenti) del pittoresco presidente della Sampdoria Massimo Ferrero e di quello sul dramma di un uomo prima di quello di un ex calciatore, ovvero la storia tragica ma ricca di dignità di Stefano Borgonovo.

In "Una vita al Massimo (ed è il minimo che posso dirvi)" sono narrate le peripezie di un personaggio che pare uscito da un film di Alberto Soldi. "Er Viperetta" ha una vita da romanzo - oltre che da cinema - da raccontare, prima di approdare all'universo della pelota. Tra le pagine della biografia edita da Rizzoli si passa dalle peripezie di un ragazzetto della Roma che fu all'imprenditore che si è fatto un nome grazie alla celluloide. Dalle furberie di quartiere agli equilibrismi per entrare nel giro giusto del cinema: un romanzo popolare, per dirla alla Monicelli. E poi la presidenza della Sampdoria, alla quale per un strano e non meglio precisato disegno era praticamente destinato. D'altronde Massimo non è mica uno che si ferma, perché come spiega nelle pagine della sua biografia "Il mondo la mattina inizia a correre: verso l'ufficio, la metropolitana, un treno, un cappuccino. Che quando ti accorgi di esserti rovesciato addosso il cappuccino è già notte. E magari hai incrociato anche un bel tramonto, senza vederlo. All'alba dei miei sessant'anni mi sono chiesto: "Ma n'do corri?". E mi sono dato anche una risposta: "Chi si ferma è perduto, Presidente".

Dalla spensieratezza al dramma, quello consegnato alle pagine di "Attaccante nato". Stefano è un ragazzo come tanti, ma con l'abilità di tracciare traiettorie importanti con un pallone tra i piedi. "Avevo diciotto anni, un motorino scassato e giocavo in serie A ma per modo di dire. Appena qualche presenza con il Como. Su quel ramo del lago, perché il mitico stadio Sinigaglia l'avevano costruito a pelo d'acqua, con vista sui battelli e sui turisti". Righe che scorrono leggiadre, proprio come se ondeggiassero placidamente, tanto per rifarsi alla metafora idrica. Perché il libro che Borgonovo - piegato ma mai davvero sconfitto dalla SLA - ha scritto con lo sguardo racconta un pugno allo stomaco con la dolcezza di una carezza. E Alciato raccoglie la testimonianza traboccante di dignità e di coraggio dell'ex attaccante di Milan e Fiorentina, quello che confida: "Se potessi scenderei in campo adesso, su un prato o all'oratorio. Perché io amo il calcio". Purtroppo Stefano non c'è più, se n'è andato un giorno del 2013, a soli 49 anni e dopo un calvario atroce. Ma lui ha fatto gol anche alla SLA: con sua tenacia e la sua forza di non mollare mai, neanche di un centimetro. Accompagnato nel suo cammino di sofferenza dagli angeli Chantal, Andrea, Alessandra, Benedetta e Gaia.

CaSco

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