
Vorrei essere Ambrì, in vacanza. Vorrei essere Lugano, con la possibilità di sognare. Ieri è stato consegnato agli archivi l’ultimo derby della stagione e ha sorriso al Lugano, ancora una volta. Tre su quattro per i sottocenerini. La partita è stata entusiasmante, ben giocata dalle due squadre, con qualche bagarre alla Bad Spencer e Terence Hill. Se la squadra di Gianinazzi giocasse solo contro quella di Cereda sarebbe da titolo, purtroppo, per loro, nel campionato di hockey ci sono altre undici formazioni e lì spesso non è andata bene, come uno scooter sulla neve. O il primo Tananai a Sanremo. D’altro canto, il Lugano ha il sapore dell’aglio per i vampiri leventinesi. Una maledizione bella e buona. Un malocchio, da provare a debellare in ogni modo. Ci si poteva aspettare di più, in Valle, ma il ricordo della Coppa Spengler è ancora vivo da quelle parti. Ci penseranno su una sdraio, mentre il Lugano cercherà di posticipare il più possibile il primo bagno del 2023. Servirà cambiare definitivamente marcia, già domani. Per non trovarsi anzitempo fuori dai giochi. Lugano, squadra e città, meritano qualcosa in più. Vedremo. I pre-playoff non possono essere un obiettivo plausibile. E nemmeno gli insuccessi dell’Ambrì. Come a dire “mamma ho preso insufficiente, ma tutta la classe ha fatto male…”.
5,5 all’Ambrì (vista la Spengler), 6- al Lugano (che può salire)
In settimana si è parlato di tamponi e assorbenti. Non i tamponi che tutti abbiamo conosciuto durante la pandemia, ma quelli che vanno in un pertugio più remoto. Da Berna si è deciso di abbassare l’iva. Dal 7,7 al 2,5%. L'aliquota ridotta, che viene già applicata sugli alimentari e sui medicinali. Un passo nella giusta direzione. Fino a ieri, per dire, si poteva acquistare una rosa con l’iva ridotta, ma non un prodotto indispensabile in certi periodi del mese. In Ticino si è messa di traverso la democentrista Lara Filippini. In Gran Consiglio, a Bellinzona, qualche settimana fa aveva mostrato tutta la sua mercanzia. Aggeggi e prodotti per l’igiene intima. Tampax, assorbenti, mutandoni e quant’altro. Ne ha parlato senza tabù e ok. Ma il suo è stato uno show, a mio modesto avviso, poco edificante, anche imbarazzante, non per il tema. Ha parlato anche “delle spugnette che funzionano come i tamponi, ma permettono anche di avere un soddisfacente amplesso con il proprio partner. Fa sorridere e le mutande che ha mostrato erano davvero orribili. Potremmo riassumere con il più classico "Na lavada e na sugada" come si diceva una volta in dialetto. Io non ho momenti del mese in cui perdo sangue, vero, ma sorrido alla decisione di Berna. Un passo nella giusta direzione. Meno mutandoni orribili e sì all’iva ridotta. Forse lancerei una raccolta firme per non vedere più quel pezzo di biancheria.
8 alla decisione, 3 alle mutande
Chiudiamo con la pensione, quella cosa che chi è della mia generazione non vedrà mai, come gli alieni, anzi forse è più probabile che un ufo ci prenda e ci porti in un altro pianeta. C’è stato un clamoroso voltafaccia al Consiglio nazionale. Per una manciata di voti - 97 a 92 e una astensione - la Camera del popolo ha deciso che le rendite AVS/AI per il 2023 e il 2024 non vanno adeguate interamente al rincaro. Si trattava di una manciata di franchi, che avrebbero fatto comodo ai nostri vecchi. Signori, una decina di franchi. Non me ne capacito, anche perché con le pensioni attuali o vivi nel Burkina Faso o in un angolo remoto dell’America latina o fai la fame. E per di più hai tante ore del giorno per pensare al cibo. La trovo una decisione assurda e sono sicuro che tanti possano pensarla come me. Non dai banchi bernesi, anche perché, diciamocelo, loro non stanno lì a contare il centesimo. Chi è in AVS è costretto a farlo, a meno che in passato non abbia fatto il politico, a Berna.
4 ai politici che hanno votato

