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Le pagelle
I voti ai fatti della settimana
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All'interno di Radiosveglia, il programma di Boris Piffaretti e Maxi B, Gianluca Pusterla ha giudicato senza peli sulla lingua e con una buona dose di ironia da 1 a 10 alcune notizie d'attualità.

Diamo i numeri, con le pagelle di Radio3i e TeleTicino. Ogni venerdì mattina, intorno alle 8.30, Gianluca Pusterla darà i voti ad alcuni fatti d'attualità all'interno di Radiosveglia con 'Da uno a dieci', senza peli sulla lingua e con una buona dose di ironia. I temi trattati questa settimana sono il clima, l'Argentina e i film natalizi.

Clima

Tavole imbandite, ogni bendidio di cibo e i parenti che si vedono solo nelle occasioni che contano. Dopo una fase iniziale di studio – tra futuro professionale, figli in arrivo e l’immancabile domanda “ma tu il fidanzato non ce l’hai?” si inizierà a fare sul serio. A parlare spesso con luoghi comuni. E allora vi aiutiamo a fare una figura più che dignitosa con lo zio, così da lasciarlo basito. Parliamo di clima, delle mezze stagioni che non esistono più e del fatto che fa sempre più caldo.  Ci aiuta MeteoSvizzera che ha voluto fare il punto. Diciamolo subito: sì, il 2022 è stato davvero un anno caldo, addirittura il più caldo dall’inizio delle misurazioni e correva l’anno del Signore 1864. È stato l’anno della crisi energetica, mi raccomando, non preriscaldate il forno, potrebbe costarvi. Per questo molte persone hanno deciso di puntare sul fotovoltaico. Un’ottima idea visto che il soleggiamento è stato abbondante durante tutto l’anno. C’è poi un altro tema, quello della siccità, a tavola però bagnate la bocca con del buon vino. Penuria è stata la parola dell’anno in Svizzera e di mancanza di acqua abbiamo parlato in lungo e in largo. A sud delle Alpi tutti e tre i mesi invernali sono stati caratterizzati da precipitazioni molto scarse. Per Locarno Monti, ad esempio, si è trattato del secondo inverno più asciutto dall’inizio delle misure nel 1884. Quindi è vero, le mezze stagioni non esistono più.

PER IL CLIMA IL VOTO È... SENZA VOTO (o 7,4 come la media annuale, in gradi)

Argentina

Ieri mi sono bevuto dieci litri di latte. Il motivo? Mi manca il calcio. Per un appassionato è stato un mese magico, terminato con Francia-Argentina, partita che ha regalato emozioni inversamente proporzionali a quelle di una partita di badminton. Ad eccezione dell’indumento indossato da Messi per alzare la Coppa tutto è stato tutto incantevole, da darsi un pizzicotto per verificare se tutto fosse vero. Messi come Maradona, forse più di Maradona, magari meno di Maradona. E basta con i paragoni, di sicuro l’iniziale è stata la stessa. Dicevamo dell’indumento, a metà tra una zanzariera e un gadget acquistabile nella via a luci rosse di Amsterdam, probabilmente Diego se si fosse trovato in quella situazione avrebbe guardato lo sceicco e imitato il lord Emiliano Martinez. A proposito, nei rigori è formidabile, la sua parata a un niente dal 120esimo è stata sensazionale, ma a più riprese ha dimostrato di avere un QI paragonabile a quello di un tacchino (si ho cercato su google e non brilla per guizzi. Anche perché se fosse intelligente non finirebbe nelle grinze di Francesco Amadori). Torniamo a Martinez, lui la o con il bicchiere non riesce a farla, ma in porta è stato un portento. Alla fine il Mondiale autunnale è stato bello e pure la favola della Pulce, salvatore di una patria in grave crisi economica. Dicono che la vittoria del Mondiale aiuti la crescita del Pil, ma a vedere la festa albiceleste – con più di 4 milioni di persone in piazza – direi invece che la produttività è crollata. Non quella dei venditori di birra. Se al Mondiale si è parlato del divieto di vendita, ci hanno pensato gli argentini a rimettere la barra al centro. Bravi loro, salute! Io continuo con il latte.

PER L'AERGNENTINA IL VOTO È 9

Film di Natale

Ho deciso di chiudere l’anno attirando il vostro odio, buttandomi su un tema controverso. Il Natale mi piace molto: le tradizioni, la famiglia, il cibo e lo stare insieme. Odio invece i film di Natale. È però un argomento che non puoi trattare nella nostra società. Dirlo ti espone a un mare di biasimo, manco avessi insultato il presidente della confederazione. Sono indeciso se buttare il telecomando o buttare direttamente la televisione. È impossibile non imbattersi in un film di Natale, come era impossibile non imbattersi in Paolini in una diretta televisiva negli anni duemila. Una certezza, scomoda e fastidiosa. Più i film sono vecchi e più li odio, per non parlare dei cinepanettoni che per fortuna si stanno estinguendo. Ognuno deve credere in qualcosa. Io credo che mi berrò una birra con la televisione spenta, voi fate quello che volete. Ma non odiatemi, please.

PER I FILM NATALIZI IL VOTO È 4