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I videogiochi fanno diventare obesi
Redazione
16 anni fa
Sedentarietà e cibo spazzatura, cocktail micidiale

Si sa da tempo che i videogiochi non riscuotono simpatia fra i medici. Non hanno tutti i torti, stando ai risultati di una ricerca commissionata dall'Organizzazione mondiale della sanità. I videogiochi, la tv e Internet “costringono” a una vita troppo sedentaria, in cui lo smaltimento delle calorie diventa complicato. Alla passione per gli strumenti tecnologici, che piano piano ha soppiantato i giochi all'aria aperta, i bambini associano un'alimentazione squilibrata, fatta soprattutto di merendine, patatine e bibite gassate. È il problema emerso dai risultati della ricerca che ha preso in esame più di 70.000 adolescenti fra i 13 e i 15 anni di tutto il mondo. Il 25 per cento dei ragazzini è stato classificato “sedentario”, a fronte del 30 per cento delle femmine. Inoltre, la scarsa attività fisica praticata nei primi anni di vita può trasformarsi in predisposizione futura alla sedentarietà, all’obesità e in scarsa capacità di apprendimento. Lo ha stabilito il primo studio che in maniera rigorosa abbia monitorato i movimenti di bambini in età prescolare. Scienziati della University of Glasgow, in Scozia, hanno osservato che in media i bambini di tre anni sono fisicamente attivi per appena 20 minuti al giorno, molto meno dell'ora al giorno che viene suggerita per quell'età. A puntare il dito contro l'industria dei videogiochi e del divertimento in genere sono invece alcuni ricercatori svedesi secondo cui ''i giochi elettronici incollano i giovani su una sedia togliendo loro tempo all'attività fisica''. Ma non solo, secondo gli scienziati del Karolinska Institute ''i videogame violenti, i più gettonati dai ragazzi, possono indurre a comportamenti aggressivi e a volte criminali''. Secondo gli scienziati di Glasgow, un bambino 25 anni fa mangiava il 25% in più rispetto ad oggi, ma l’attività fisica è calata drammaticamente negli ultimi 15-20 anni. Lo squilibrio tra calorie assunte con il cibo e quelle bruciate con l’attività fisica, secondo gli esperti, è da attribuire alla scarsa attività fisica piuttosto che all’alimentazione. Ciò che soprattutto tiene fermi i bambini sono proprio i videogiochi e la televisione, ma anche fuori casa però i bambini sono meno attivi di quanto dovrebbero essere, trascinandosi dietro l’abitudine all’immobilità. Molti spostamenti i bambini li compiono in automobile con i genitori e un numero non trascurabile di loro viene trasportato in passeggino, quando potrebbe camminare senza problemi. Secondo James Hill, del Center for Human Nutrition presso l'Università del Colorado, basterebbero anche piccoli cambiamenti nel comportamento a far cambiare le cose. Prima che fossero inventati i videogiochi o la Tv, i bambini non stavano seduti per ore a guardare la parete, ma erano perfettamente capaci di individuare altri modi per divertirsi. L’immaginazione non è qualcosa che i bambini di oggi non hanno più, semplicemente non viene stimolata se sono televisione e videogiochi a fornire fantasie già pronte. italiasalute.it

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