
New York, la Grande Mela o la Città che non dorme mai. Molti i nomi che si possono dare ad una delle città più famose degli Stati Uniti d'America. Ma il problema è e resta uno. Immaginatevi di uscire di casa e di vedere una lunga, lunghissima colonna di taxi. Tutti vuoti e tutti lasciati in doppia e, talvolta, in terza fila. Questo lo scenario che ultimamente si ripete nell'Upper West Side, un quartiere esclusivo della città. Un problema di grandi dimensioni, se si pensa che grazie a queste 'code' viene intralciato, se non addirittura bloccato, il traffico di tutta l'isola di Manhattan.A lasciare li i gialli veicoli sono i taxisti musulmani. Per loro, come per tutti gli altri musulmani, la preghiera è d'obbligo. Un obbligo morale al quale non si sottraggono. Ed ecco che, abbandonato il loro taxi, si recano alla moschea vicina. Ma la situazione diventa sempre peggiore. E, stando ad alcuni cittadini, pericolosa.La moschea si troverebbe infatti nel cuore di New York. E venerdì scorso, pare, si sono contati ben 311 taxi. Tutti li. Tutti in doppia e terza fila. E la cosa è destinata a ripetersi. Venerdì dopo venerdì si rischierà di assistere al medesimo scenario. Uno scenario della durata di 45 minuti.Insomma, se fin'ora le autorità non sono mai intervenute perché non ci sono mai stati grandi problemi, ora una soluzione urge. Questo, almeno, quanto chiedono alcuni residenti in rivolta. Un problema non da poco. Perché se da una parte c'è la libertà di religione, dall'altra c'è il regolamento stradale.
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