
È di oggi la notizia che i talebani afghani si lamentano ufficialmente della concorrenza fattagli dai colleghi dell’ISIS. Il problema sembra essere che il sedicente Califfato Islamico abbia, tra i terroristi, un’immagine “aziendale” in qualche modo più prestigiosa in ragione della sua rapida espansione in Siria ed Iraq. Questo, secondo comandanti veterani, attirerebbe molti apprendisti terroristi della regione verso il Vicino Oriente sottraendo forza lavoro ai talebani.
Sembra vi siano anche ragioni economiche, sempre i talebani lamentano di come l’ISIS ostenti una maggiore capacità finanziaria facendo intendere ai futuri volontari che si otterranno paghe migliori.Uno dei comandanti talebani, a condizione dell’anonimità, ha anche dichiarato ai suoi intervistatori come l’ISIS si stia impiantando anche in Afghanistan e cominciando a fare concorrenza ai talebani direttamente sul territorio.
Sembrerebbe inoltre che i giovani siano anche maggiormente attirati dalla visione e dagli obiettivi internazionali dei jihadisti dell’ISIS piuttosto che dal nazionalismo e dall’attività locale dei talebani.Il comandante talebano lamenta come i “metodi di lavoro” dell’ISIS siano eccessivamente spregiudicati e insomma non rispettino l’etica professionale del terrorista, qualificando di infedeli anche i colleghi sciiti finendo poi col minacciarli ed attaccarli.
Insomma, sembra proprio che le leggi della domanda e dell’offerta unitamente al problema delle multinazionali che soffocano l’industria locale stiano creando qualche problema anche là, dove non ce lo saremmo mai aspettati. Si riconferma quindi il detto che tutto il mondo è paese.
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