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I più bei libri svizzeri del 2019
I più bei libri svizzeri del 2019
I più bei libri svizzeri del 2019
Redazione
7 anni fa
I 19 più bei libri svizzeri del 2019 saranno esposti all'Helmhaus di Zurigo. Tre di questi sono anche "I più bei libri del mondo".

L'Ufficio federale della cultura (UFC) ha scelto, su raccomandazione della giuria, i 19 vincitori del concorso "I più bei libri svizzeri". Il Premio Jan Tschichold, per lavori eccezionali nel design librario e del valore di 25'000 franchi, è assegnato al gruppo Maximage.

Quest'ultimo è uno studio di design fondato nel 2009 da David Keshavjee (1985) e Julien Tavelli (1984). Con sede a Ginevra, Zurigo e Parigi, Maximage rivisita strumenti e tecnologie introducendo nuovi modelli di riflessione sui mezzi di produzione contemporanei, spiega l'UFC. Il lavoro di ricerca che svolge nella creazione tipografica, nella stampa offset e nella creazione di profili di colore sfocia nella creazione di nuovi strumenti, che vengono messi a disposizione di grafici, artisti, fotografi e stampatori. Ed è proprio l'impatto di questi strumenti sulla creazione grafica degli ultimi anni che la giuria ha voluto riconoscere con il premio Jan Tschichold.

I 19 più bei libri svizzeri del 2019 saranno esposti all'Helmhaus di Zurigo dal 3 al 6 giugno e successivamente in diverse località in Svizzera e all'estero. Tre di essi sono stati premiati anche al concorso internazionale "I più bei libri del mondo", organizzato dal 6 all'8 febbraio dalla fondazione Baukunst di Lipsia, che ha valutato quasi 600 libri provenienti da 31 Paesi, già premiati nei rispettivi concorsi nazionali.

La Lettera d'oro, il massimo riconoscimento del concorso, è andata al libro "Almanach Ecart. Une archive collective, 1969-2019", realizzato da Elisabeth Jobin e Yann Chateign, ricercatori della Haute école d'art et de design (HEAD) di Ginevra, il cui progetto grafico è stato elaborato Dan Solbach (Basilea).

La medaglia d'argento è stata assegnata a "The Museum is Not Enough/Le musée ne suffit pas", (progetto grafico: Jonathan Hares, Losanna), mentre "Etwas fehlt" (Vinzenz Meyner, Zurigo) è stato insignito del diploma d'onore.

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